The Wrestler

Randy “The Ram” Robinson (Mickey Rourke) era un wrestler professionista di rinomata fama alla fine degli anni Ottanta. Vent’anni dopo tira avanti esibendosi per i fan del duro wrestling nelle palestre dei licei e nelle comunità del New Jersey. Allontanatosi dalla figlia (Evan Rachel Wood), incapace di sostenere un vero rapporto, Randy vive per il brivido dello show, per l’adrenalina del combattimento e per l’adorazione dei fan che gli rimangono. Colto da un infarto durante un combattimento, il dottore gli dice di eliminare gli steroidi e di sospendere i combattimenti. Costretto a lasciare lo show-business, Randy comincia a riflettere sulla sua vita. Prova a riallacciare i rapporti con sua figlia e inizia una relazione con una spogliarellista (Marisa Tomei). Per un periodo le cose funzionano; tuttavia il richiamo della ribalta è troppo forte per lui e Randy si cimenta ancora una volta nel combattimento sul ring.

Pi – Il teorema del delirio

Convinto che ogni cosa possa essere rappresentata e compresa attraverso i numeri, Max Cohen sta cercando di rintracciare il sistema che sta alla base della Borsa. E per caso scopre che le sue ricerche coincidono con quelle di un gruppo di ebrei ortodossi, studiosi della Torah, alla ricerca del numero di 216 cifre che coincide con il Vero Nome di Dio. Il regista-sceneggiatore esordiente sceglie un soggetto che sulla carta è quanto di meno cinematografico si possa immaginare; e cerca di infondergli vita costruendo un’atmosfera di delirio paranoico. L’ambientazione newyorchese degradata – con la fotografia in bianco e nero sgranato – funziona, così come è azzeccato l’uso di musica elettronica trendy in colonna sonora. Ma l’operazione di servire Borges e la Kabbalah in chiave horror (con in cubi lynchani a base di frattaglie e insetti) è suggestiva quanto furnbetta e, alal fin fine, superficiale. Vincitore del premio alla regia al Sundance 1998, ha raccolto notevoli consensi in America e Inghilterra.

L’albero della vita

Racconto dell’odissea di un uomo che lotta per salvare la sua amata. Prima vive come Tomas, un conquistador spagnolo del Sedicesimo secolo impegnato nella ricerca della Fonte della Giovinezza per la sua Regina. Poi è Tommy Creo, un medico dei giorni nostri che si affanna nello studio di una cura contro il cancro per salvare la moglie Isabel. Infine è un astronauta del ventiseiesimo secolo in viaggio attraverso i segreti dell’Universo. Tre storie accomunate da una singola verità.

Ambizioso e fallimentare poema onirico sul tema dell’amore e della morte, scopertamente influenzato dal surrealismo e dallo stile dei fumetti. il regista-sceneggiatore di Pi – Il teorema del delirio ha coltivato questo progetto per anni, fronteggiando defezioni di produzioni e star, ma ne è uscito un pasticcio che si offre masochisticamente alla derisione.  A essere sbagliata è proprio l’idea di partenza: fondere la tradizione del mèlo fantastico anni Quaranta, puzzle temporali cyberpunk e misticismo insulso new age. Si salva solo la colonna sonora di Clint Mansell.

Requiem for a Dream

Mentre un giovane uomo scivola sempre più in una vita da tossicodipendente, la madre, che vive nel suo appartamento di Brooklyn, vaga in un mondo onirico dopo essersi drogata di pillole dimagranti. Ellen Burstyn è grandiosa, e Aronofsky usa elementi visivi che catturano l’attenzione per raccontare la sua storia, ma la discesa agli inferi dei suoi personaggi è difficile da guardare (per non dire di peggio). Non ci si aspetterebbe di meno da una collaborazione tra Aronofsky e Hubert Selby jr. (il film si basa infatti sul romanzo di quest’ultimo). Forse l’unico film ad accreditare l’animatore di un frigorifero che si agita!

Con uno sfoggio di tecnica mai originale ma sempre inutile, Aronofsky vorrebbe raccontare un’umanità perdente e derelitta: ma se da una parte si accanisce sadicamente sui personaggi, accumulando grand guignol e colpi bassi, dall’altra si nasconde dietro un sentimentalismo di maniera. dal romanzo omonimo di Hulbert Selby jr.

Il cigno nero – Black Swan

Il cigno nero

mame cinema IL CIGNO NERO - STASERA IN TV IL FILM DI ARONOFSKY scena
Una scena del film

Nina Sayers (Natalie Portman) è una ballerina talentuosa, ma dalla personalità fragile e vulnerabile. Ciò è dovuto al suo rapporto morboso con la madre, Erica (Barbara Hershey), anche lei un’ex ballerina. Ossessionata dal fallimento della carriera della madre, Nina è alla costante ricerca della perfezione. E quando il direttore artistico Thomas Leroy (Vincent Cassel) annuncia di voler rappresentare Il lago dei cigni, Nina fa l’audizione per avere il ruolo della protagonista. Ma per far ciò, la ragazza deve essere sia il cigno bianco che il cigno nero.

Quando Nina ottiene inaspettatamente il ruolo tanto desiderato, ha inizio un lungo e duro allenamento, durante il quale Leroy teme che la ballerina sia capace di interpretare solo il cigno bianco. E l’arrivo di un’altra ragazza, Lily (Mila Kunis) mette ancora più in crisi Nina, facendole temere che la nuova arrivata possa soffiarle il posto. Pian piano, quindi, la protagonista vedrà emergere il proprio cigno nero: e, a quel punto, nessuno potrà più fermarla. Solo lei, infatti, è la vera nemica di se stessa.

Curiosità

  • Il cigno nero è stato il film d’apertura della 67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e successivamente è stata presentata al Toronto International Film Festival 2010. Il film concorreva per il Leone d’oro, diventando il terzo film di Aronofsky ad essere presentato alla Biennale, dopo The Fountain – L’albero della vita e The Wrestler.
  • Per la sua interpretazione, Natalie Portman è stata premiata con l’Oscar alla Miglior attrice protagonista, oltre che con il Golden Globe per la Migliore attrice in un film drammatico. Sul set del cigno nero, inoltre, la Portman ha conosciuto il suo attuale marito, il ballerino e coreografo Benjamin Millepied. Dall’unione sono nati due figli.
  • In totale, alla fine del mese di maggio del 2011, il film ha incassato 107 milioni di dollari nei soli Stati Uniti e 222 milioni nel resto del Mondo.
  • Aronofsky e Natalie Portman avevano deciso di fare insieme un film sulla danza già quando lei aveva 20 anni e studiava all’università. L’attrice aveva preso lezioni di danza classica e moderna fino all’età di 13 anni.
  • Per il ruolo di Lily sono state prese in considerazione Eva GreenRachel McAdamsEmily Blunt e Blake Lively. Nel luglio del 2009 l’attrice Mila Kunis viene ingaggiata per il ruolo dell’antagonista della Portman.
  • Data l’impossibilità di occupare un teatro newyorkese per la durata delle riprese del film, solo alcune scene sono state girate al Lincoln Center, gran parte delle riprese si sono svolte negli spazi del Purchase College, della State University of New York, chiuso durante le vacanze invernali.