I tre soldati

Avvincente pellicola avventurosa sullo stile di
Gunga Din
, tratta da un racconto di Rudyard Kipling. Nel secolo scorso, un anziano generale dell’esercito britannico svela ad alcuni giovani ufficiali come riuscì, quando era colonnello in India, a conquistare l’alto grado. Protagonisti della sua storia sono tre soldati che, nonostante un poco esemplare comportamento, in battaglia dimostrano di non avere rivali. Buona la regia di Tay Garnett, considerato da molti un maestro minore (ma non troppo) del cinema americano.
(andrea tagliacozzo)

Saadia

In un villaggio del Marocco, un medico francese, grazie anche alla preziosa collaborazione dell’istruito capotribù Caid Si Lahssen, si prodiga per aiutare gli abitanti del luogo. L’uomo salva la vita a Saadia, una bellissima indigena, della quale s’innamora. Durante una grave epidemia, i membri di una tribù rivale si appropriano del vaccino che il medico si è fatto spedire dalla Francia. Dal romanzo di Francis d’Autheville, un film interessante per alcuni spunti documentaristici, ma un po’ debole sul piano narrativo.
(andrea tagliacozzo)

Il giorno dello sciacallo

Intrigante adattamento del best-seller di Frederick Forsyth su un piano per assassinare De Gaulle e sugli accurati preparativi per l’omicidio. Bella la regia, che ha girato in mezza Europa e approfittato di un cast di prima classe. Remake nel 1997: The Jackal.

Il delitto della signora Allerson

La dottoressa Christine Allerson viene condannata per aver praticato l’eutanasia. Dopo aver scontato la pena, la donna riceve un aiuto dal proprio avvocato, del quale è innamorata, che le affida le cure di una malata di mente. Melodramma poco riuscito nonostante la consumata bravura dei protagonisti. Nel cast del film figura anche Diane Cilento, all’epoca sposata con Sean Connery. I due divorzieranno nel 1972.
(andrea tagliacozzo)

Il mio piede sinistro

Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Christy Brown. Vittima fin dalla nascita di un grave paralisi, il giovane Christy, impossibilitato a muoversi e a parlare, stupisce i familiari riuscendo a scrivere e a dipingere con il piede sinistro. Rispetto ad altri film sullo stesso argomento, il film di Sheridan ha il merito non scadere nel patetico. Oscar 1989 a Daniel Day-Lewis (miglior attore protagonista) e Brenda Fricker (miglior attrice non protagonista). Il regista irlandese tornerà a dirigere Daniel Day-Lewis nel 1993 in
Nel nome del padre
e nel 1997 in
The Boxer
.
(andrea tagliacozzo)

Harold e Maude

Commedia nera imperniata sulla relazione amorosa tra fra il ventenne Cort, ossessionato dal pensiero della morte, e l’arzilla settantanovenne Gordon. Passato sottotraccia all’epoca dell’uscita, col tempo è diventato un film di culto, pietra miliare dello sceneggiatore Colin Higgins. Da non perdere gli esilaranti tentativi di suicidio di Cort. Musica di Cat Stevens.

Orwell 1984

La Terra è divisa in tre superstati: l’Eurasia, l’Estasia e l’Oceania. In quest’ultimo Stato, i cittadini sono controllati in ogni loro mossa dalle telecamere del Grande Fratello e hanno l’assoluto divieto di innamorarsi. Avendo osato trasgredire quest’ultima regola, il cittadino Winston Smith viene arrestato. Versione austera e antispettacolare del celebre romanzo di George Orwell (già portato sullo schermo nel 1956 da Michael Anderson con il titolo
Nel Duemila non sorge il sole
). Lento, angoscioso, un po’ freddo nella messa in scena, ma indubbiamente affascinante. Eccellenti Burton e Hurt.
(andrea tagliacozzo)

La bisbetica domata

Pittoresca versione della commedia di Shakespeare, ben servita da Richard ed Elizabeth: buon cast di comprimari, gradevole fotografia e raffinata colonna sonora di Nino Rota. I puristi shakespeariani potrebbero obiettare, ma Zeffirelli ha realizzato un film e non teatro filmato. Sceneggiato da Suso Cecchi d’Amico, Paul Dehn e Zeffirelli. Due nomination all’Oscar.