Harvey

Harvey è un coniglio bianco alto circa due metri. Non esiste realmente, ma è l’amico invisibile di uno strambo e innocuo individuo, Elwood. La sorella di quest’ultimo, preoccupata per la sua saluta mentale, decide di farlo internare in una clinica psichiatrica. Dal lavoro teatrale di Mary Chase, una gradevolissima commedia dai toni surreali sorretta da un James Stewart in stato di grazia. La divertente Josephine Hull si aggiudicò l’Oscar come attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Il sentiero degli amanti

Terzo adattamento cinematografico della storia di Fanny Hurst (dopo quelli realizzati nel 1932 e nel 1941). Rita ama, ricambiata, Paul, ma l’uomo è già sposato. La moglie di quest’ultimo, però, non ha nessuna intenzione di concedergli il divorzio. Alla morte di Paul, Rita alleverà i figli dell’amato come fossero suoi. Il film, inferiore alle precedenti versioni, ha il suo punto di forza nelle ottime interpretazioni delle due protagoniste, Susan Hayward e Vera Miles.
(andrea tagliacozzo)

La pallottola senza nome

Un tranquillo e colto pistolero (Murphy, in una bella interpretazione) giunge a cavallo in una cittadina per uccidere qualcuno, anche se nessuno tranne lui conosce l’identità del suo bersaglio. Il senso di colpa e la paranoia creano da sé le loro vittime. Lento, filosofico e intelligente: il migliore dei western diretti da Arnold, specialista della fantascienza.

Destinazione Terra

Avvincente film di fantascienza basato su un racconto di Ray Bradbury. Una nave spaziale si schianta nel deserto dell’Arizona: i suoi passeggeri assumono le identità di abitanti dei luoghi vicini in modo da poter effettuare le riparazioni senza essere notati (pensano loro…). Decisamente sobrio per la sua epoca, con interpretazioni incisive e giusta misura, persino nell’uso del 3-D. Il tv movie del 1996 It Came From Outer Space II è un remake molto inferiore, piuttosto che il sequel che il titolo suggerisce.