Session 9

Una squadra eterogenea specializzata nella rimozione dell’amianto è al lavoro in un immenso manicomio abbandonato. Visto che il gruppo non va d’accordo fin dall’inizio, immaginate gli scherzi, le provocazioni e le tensioni che si scatenano in quei bui corridoi giorno dopo giorno. Un film che riesce a mettere paura ma che sfortunatamente soffre di una debole caratterizzazione dei personaggi. Scritto dal regista e dal co-protagonista Gevedon. I claustrofobici facciano attenzione.

Prossima fermata Wonderland

Commedia romantica, impassibilmente vecchio stile, su un’infermiera recentemente piantata in asso (Davis), la cui vita affettiva prende una nuova svolta quando quell’impicciona di sua madre (Taylor, spassosa come sempre) pubblica di nascosto un annuncio per lei. Da qualche parte, in mezzo a una marea di sovraeccitati pretendenti, c’è il suo principe azzurro (Gelfant), ma le loro vite sembrano intrecciarsi anche senza bisogno di un appuntamento. Film indipendente sulla scia di Insonnia d’amore, con sciocche sottotrame ma sostenuto dall’ambientazione in una Boston invernale, charme in quantità e una performance meravigliosamente dolceamara della Davis.

L’uomo senza sonno

L’operaio Bale ha dei grossi problemi: è un anno che non dorme, note misteriose appaiono sul suo frigo, conversa con un collega che apparentemente non esiste e perde peso molto rapidamente. Thriller psicologico avvincente inquietante e bizzarro ben costruito e girato. Se Kafka avesse scritto un film, avrebbe potuto essere questo. La sola presenza di Bale crea inquietudine: ha perso 30 chili per interpretare la parte, e si muove attraverso il film come uno scheletro che cammina.