Il senso di Smilla per la neve

Deludente adattamento del romanzo di Peter Hoeg, con la Ormond nella parte di una donna estraniata, disperata per la morte di un ragazzo inuit suo vicino e ossessionata dalla ricerca dei dettagli del suo possibile omicidio. Un po’ saga sulla ricerca dell’anima, un po’ vicenda d’azione, un po’ storia d’amore, un po’ thriller medico… ma tutto rimane slegato. Senz’altro un grande ruolo femminile, ma confuso nella sua esecuzione. 

Con le migliori intenzioni

Il racconto epico e ambizioso dell’incontro e del matrimonio dei genitori di Ingmar Bergman, scritto da quest’ultimo. Il padre Henrik (Froler) è un povero studente di teologia, mentre la madre, Anna (August, moglie del regista), proviene da una ricca famiglia borghese: il film indaga la loro tempestosa relazione. Ne esiste anche una versione della durata di sei ore, realizzata per la tv svedese. Sequel di Fanny e Alexander, a sua volta seguito da Il figlio della domenica e Conversazioni private.

I miserabili

Adattamento rispettoso e di buona fattura del classico di Hugo, con intense interpretazioni di Neeson (Jean Valjean), della Thurman (Fantine), della Danes (Cosette) e naturalmente di Rush (l’antagonista Javert). Altro punto di forza sono le riprese “on location” a Parigi (e Praga). Eppure, specialmente nel finale, manca la scintilla che lo faccia davvero svettare.

La casa degli spiriti

Epica saga sudamericana che segue la turbolenta vita di una famiglia in vista dagli anni Venti fino ai primi anni Settanta. Con premesse forti (e chiaramente scritta da qualcuno per cui l’inglese non è la prima lingua), questa storia dai mille intrecci cerca di includere il misticismo del best-seller di Isabel Allende, con risultati deludenti. La Streep è del tutto fuori ruolo, e Irons è forzato nei panni di un ispanico. La figlia di 10 anni della Streep interpreta il suo personaggio da bambina. Uscito in Europa in una versione di 145 minuti. 

Il colore della libertà – Goodbye Bafana

La famiglia del sergente Gregory si trasferisce sull’isola di Robben Island al seguito del capofamiglia, una guardia carceraria a cui è stato affidato il compito di dirigere la censura sulla posta e sulle conversazioni dei detenuti politici. Il militare conosce la lingua xhosa e può capire cosa dicono i prigionieri del carcere dell’isola, e in particolare cosa dice, o trama, il loro leader Nelson Mandela. Si prospetta un’ottima opportunità di carriera perché l’incarico è delicato e prestigioso: siamo nel 1968 e il Sudafrica governato da Botha fronteggia in maniera sempre più aspra la lotta contro l’apartheid condotta dall’African National Congress: riuscire a farsi apprezzare dai superiori significherebbe una promozione a maresciallo, e magari anche a tenente. La moglie di Gregory, Gloria, è ambiziosa e spregiudicata e preme sul marito perché non perda l’occasione della vita. Il loro razzismo, la loro profonda ignoranza, la propaganda del regime che fa passare Mandela per un comunista e un terrorista, formano il ritratto di una tipica famiglia di Afrikaner che sostiene un regime spietato, ma l’incontro e la conoscenza con una delle persone più lucide e intelligenti della recente storia dell’umanità li renderà più aperti, sensibili e consapevoli.

Pelle alla conquista del mondo

Meraviglioso dramma ambientato nel XIX secolo su un umile vecchio vedovo (von Sydow) e il suo giovane figlio Pelle (Hvenegaard), immigrati svedesi in Danimarca. Sono gente semplice con sogni semplici e modesti, eppure devono lottare con coraggio per sopravvivere in un mondo pieno di crudeltà e ingiustizie quotidiane. Il vitale legame di vicinanza tra padre e figlio è particolarmente significativo. Il romanzo in quattro volumi di Martin Andersen Nexo (del quale solo una frazione è rappresentata qui) è stato adattato dal regista. Oscar come miglior film straniero.