Che fine ha fatto Baby Jane?

Blanche, attrice di successo, al culmine della carriera rimane paralizzata in seguito a un incidente d’auto. Di lei si prende cura la sorella Jane, ex bambina prodigio e attrice frustrata, che, invidiosa del successo ottenuto da Blanche, la sottopone a ogni sorta di angherie. Film alle soglie dell’horror che ha il suo punto di forza nelle interpretazioni delle protagoniste, una vera e propria gara di bravura tra la Davis (Jane) e la Crawford (Blanche).

Ottima anche la regia di Robert Aldrich che e riesce a non far calare mai la tensione dall’inizio alla fine. Nel suo genere, ormai un classico. (andrea tagliacozzo)

Al centro dell’uragano

In una piccola città degli Stati Uniti, una vedova di mezza età, direttrice della locale biblioteca, si rifiuta di ritirare un libro che la comunità giudica sovversivo. La donna, boicottata dai suoi concittadini, è costretta a lasciare il lavoro. Coraggiosa (ma fino a un certo punto) denuncia della «caccia alle streghe» operata dal senatore McCarthy ai danni di numerosi esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. Il film sembra voler restare ambiguamente in bilico tra le due fazioni: se da un lato critica l’intolleranza ideologica, dall’altra si guarda bene dal mostrare simpatia verso i comunisti. (andrea tagliacozzo)

La signora Skeffington

Nel 1914, per salvare la famiglia da un terribile dissesto finanziario, una donna bella e corteggiata si sposa, pur non amandolo, con un ricco banchiere. Questi invece, essendo d’indola buona, adora la moglie e ne sopporta ogni capriccio. Felice adattamento cinematografico del romanzo di Elizabeth von Arnim, sceneggiato da Philip e Julius J. Epstein. Gli ottimi Bette Davis e Claude Rains, entrambi candidati agli Oscar 1944, non riuscirono a portarsi a casa l’ambita statuetta.
(andrea tagliacozzo)

Piccole volpi

Eccezionale versione cinematografica della commedia di Lillian Hellman sull’avidità e sulla corruzione in ambito finanziario all’interno di una famiglia decadente del Sud, con a capo la maestosa Davis nei panni della spietata Regina. Collinge, Duryea, Dingle, Carl Benton Reid, e John Marriott rifanno tutti i loro ruoli dello spettacolo di Broadway, Collinge, Duryea, Reid, e Teresa Wright debuttando sul grande schermo. Sceneggiatura di Hellman, ebbe nove nominationa gli Oscar. Con un prequel: Un’altra parte della foresta.

Eva contro Eva

Film trionfatore degli Oscar 1950: premiati il film, il regista, la sceneggiatura, il suono e George Sanders come miglior attore non protagonista. Con astuzie e sotterfugi, un’aspirante attrice di teatro riesce a soffiare una parte molto ambita a una collega affermata ma non più giovanissima. Parabola sull’ambizione, mirabilmente diretta e magistralmente interpretata. Nel cast, su tutti, spicca ovviamente la straordinaria Bette Davis. Tra gli interpreti, in una particina di scarso rilievo, una Marilyn Monroe ancora sconosciuta.
(andrea tagliacozzo)

Ombre malesi

Leslie cerca di mantenere in piedi il proprio matrimonio nascondendo con la menzogna la vera natura dell’omicidio del proprio amante, senza però poter contrastare la vendetta della moglie dell’uomo; la rivelazione del segreto è racchiusa nei fogli di una lettera.
Italo Calvino diceva che sui testi classici si può attuare una lettura inesauribile, e rinvenire, dietro il riflesso di una luminosità apparente, l’ombra di un presente per niente rassicurante. Ombre malesi , il film più bello di William Wyler, uno dei registi più «classici» della grande Hollywood «classica», continua a dimostrarcelo. Perfetto melodramma esoticheggiante (ambientato a Singapore), crudele e più nero di tanti film noir, The Letter (tratto da un testo di William Somerset Maugham) nasconde dietro uno schema collaudato, tipico dell’epoca, non solo un malessere profondo ma anche il senso di un’ambiguità a tratti inquietante. Quella della protagonista è la cronaca della lotta contro un destino ineluttabile, nascosto dietro il volto impenetrabile – dai tratti fintamente asiatici – della vedova deuteragonista, l’affascinante Gale Sondegaard.
Ombre malesi segna un malessere storico ben diverso dalla fiducia nel futuro del cinema americano degli anni Trenta, e allo stesso tempo funge da specchio di quella crisi dell’individuo che avrebbe plasmato le migliori pellicole degli anni Quaranta. Ma è anche – se non soprattutto – il primo banco di prova per sperimentare la straordinaria complessità dei personaggi femminili di quel cinema, con Bette Davis che inaugura, con il suo inimitabile cinismo, la tradizione dei grandi women’s film che avrebbero contraddistinto la Hollywood del periodo. (michele fadda)

Il conte di Essex

Dopo aver sconfitto la flotta spagnola, il conte di Essex torna a Londra acclamato dalla folla, ma la regina Elisabetta, sebbene ne sia da tempo innamorata, decide di umiliarlo pubblicamente per moderare la sua ambizione. Dramma storico elaborato e magniloquente, caratterizzato da un buon uso del colore. Le riprese del film furono caratterizzate dalle continue schermaglie tra i due divi, Errol Flynn e Bette Davis. La cosa non impedì a quest’ultima di fornire una delle sue più straordinarie interpretazioni.
(andrea tagliacozzo)
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Angeli con la pistola

Una anziana mendicante è preoccupata per l’imminente arrivo della figlia, studente in Europa, che la crede una signora del bel mondo. Dave, gangster dal cuore d’oro, decide di aiutare la vecchia rivestendola da capo a piedi per non farla sfigurare agli occhi della ragazza. Il film, l’ultimo nella carriera di Frank Capra, è il rifacimento di Signora per un giorno , realizzato nel 1933 dallo stesso regista. Lo smalto di Capra non è più quello di una volta, ma la pellicola si lascia guardare con piacere. Rifatto a Hong Kong nel 1989 da Jackie Chan con il titolo Miracles: The Canton Godfather (O Mr. Canton and Lady Rose). Tre nomination agli Oscar. (andrea tagliacozzo)

Tramonto

Giulia, giovane e brillante ereditiera, è afflitta da continui mal di testa. Preoccupata, la ragazza si rivolge a uno specialista che le riscontra un tumore al cervello. Il medico, del quale Giulia lentamente s’innamora, la convince a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico. Melodramma hollywoodiano di ottimo livello, interpretato da una superba Bette Davis.
(andrea tagliacozzo)

Le balene d’agosto

Due anziane sorelle vivono in una casa in riva al mare dove hanno trascorso gli anni felici e spensierati della gioventù. Ma mentre una è ancora attiva e serena, l’altra è sempre uggiosa e scostante. La solitudine delle due donne viene saltuariamente interrotta da un attempato signore in cerca di compagnia. Un film estremamente raffinato nella confezione (e decisamente insolito per un cineasta «arrabbiato» come Lindsay Anderson) che fornisce l’ennesima occasione a due vecchie volpi di Hollywood come Bette Davis e Lillian Gish di mostrare tutto il loro valore. Ann Sothern ebbe una candidatura all’Oscar come attrice non protagonista. (andrea tagliacozzo)

In questa nostra vita

Secondo film di John Huston dopo lo straordinario esordio dell’anno precedente con
Il mistero del falco
. La giovane e viziata Stanley Timberlake abbandona il fidanzato sull’altare per fuggire assieme all’ex marito della sorella. Quando quest’ultimo si uccide, esasperato dalle angherie della donna, Stanley torna in seno alla famiglia. Durante una folle corsa in auto, la donna provoca la morte di una bambina. Per discolparsi, non esita ad accusare un innocente. Eccellente, come al solito, la Davis, in un ruolo non facile e totalmente negativo.
(andrea tagliacozzo)

La figlia del vento

La Davis vinse il suo secondo Oscar nel ruolo della tempestosa bella sudista che va troppo oltre nell’ingelosire il fidanzato Fonda; anche la Bainter ha ottenuto un Oscar nel ruolo della comprensiva zia della Davis. Bella produzione, eccellente l’intero cast. John Huston è uno degli sceneggiatori. Disponibile anche in versione colorizzata al computer.

Piano… piano, dolce Carlotta

Macabra storia di una famiglia che ha uno scheletro nell’armadio: a tratti confusionaria, ma il cast vale la visione. La Davis è la vittima della cugina de Havilland, Cotten è il fidanzato di quest’ultima.

Un film a metà tra l’horror gotico e il melodramma grandguignolesco, con un cast eccellente. Secondo il progetto originario doveva essere il seguito di Che fine ha fatto Baby Jane? ma la Crawford si ritirò.