The adjuster

Audace, provocatoria disamina sul voyeurismo e il potere delle immagini. Tra i personaggi c’è un liquidatore assicurativo (Koteas) che gioca a nascondino con le vite di quelli con cui ha che fare sul lavoro e di sua moglie (Khanjian), un censore che riprende di nascosto il materiale pornografico che sta classificando. Panavision.

Irma Vep

Appassionata e penetrante satira del cinema e del disordine che circonda il processo della creazione cinematografica. Un’attrice hongkonghese di film d’azione (Cheung, nella parte di sé stessa) arriva a Parigi per lavorare in un remake della serie Les Vampires (1915-16) di Louis Feuillade. Comunque, l’ispirazione per il suo personaggio non è tanto Feuillade quanto la Catwoman di Michelle Pfeiffer di Batman — Il ritorno. Zeppo di riferimenti cinematografici e di critica mordente della cinematografia contemporanea. Per inciso, il titolo è l’anagramma di “Vampire”.

Ararat – Il monte dell’arca

Una pellicola ricca di elementi metacinematografici, incentrata sul genocidio degli armeni da parte dei turchi nel 1915. Mentre alcuni filmmaker di Toronto girano uno zoppicante film storico sulla tragedia, la trama principale prevede sesso tra parenti acquisiti, un padre alle prese con il figlio gay e un incidente doganale che coinvolge uno dei membri della troupe. A tratti un po’ pesante, rimane un film interessante e molto sentito (il che è ovvio, viste le origini armene del regista).

Il viaggio di Felicia

Il mite responsabile della mensa di una fabbrica inglese si dimostra premuroso nei confronti di una giovane irlandese incinta alla ricerca del fidanzato che l’ha abbandonata… ma le intenzioni dell’uomo sono tutt’altro che innocenti. Una delusione da Egoyan, da cui ci si aspetterebbe qualcosa di più della solita storia dello psicopatico (per quanto complessa possa essere). Sceneggiatura dello stesso Egoyan, da un romanzo di William Trevor. Panavision.

Black Comedy

Fra le prime opere di Egoyan, un dramma — non privo di humour nero, provocatorio e audace — su una famiglia disfunzionale e sulla fissazione dei suoi membri per televisione, video e altri mezzi di comunicazione impersonali. Mirato resoconto del modo in cui un’immaginazione impoverita e la tecnologia hanno influito sulla vita contemporanea. Scritto dal regista.

Il dolce domani

Un tenace avvocato si reca in una città del Canada rimasta sconvolta dall’incidente di uno scuolabus in cui sono morti molti bambini, e cerca di convincere i genitori ad assumerlo per far causa a chiunque possa essere il responsabile, ammesso che qualcuno lo sia. Intanto, cerca di affrontare il suo difficile rapporto con la figlia drogata. Egoyan applica il proprio approccio calmo ed ellittico al romanzo di Russell Banks e crea un film inquietante e difficile da dimenticare, anche se non per tutti i gusti. Holm è semplicemente superbo. Panavision. Due nomination agli Oscar (Regia e Sceneggiatura Non Originale).

Mondo virtuale

L’affascinante vicenda della cameriera Khanjian e della sua fissazione per l’aspirante attore McManus, che si trova in una insolita relazione con la sceneggiatrice Rose. Una storia sinuosa, su tre anime perse le cui vite si incrociano, di persona e in video. Molto in linea con gli altri lavori dell’autore e regista Egoyan.

Calendar

Un fotografo (Egoyan) e sua moglie (Khanjian) viaggiano dal Canada all’Armenia per scattare alcune foto di chiese storiche da inserire in un calendario; attraverso l’obiettivo, lui assiste al disfacimento del proprio matrimonio, mentre la consorte viene a contatto con le sue origini e si innamora della guida. Ci sono alcune idee intriganti, ma il film assomiglia a un’istantanea sfuocata ed è troppo vagamente strutturato per risultare convincente. Egoyan e la Khanjian sono sposati anche nella vita reale.

Exotica

I destini di cinque individui diversissimi tra loro si intrecciano in uno strip-club chiamato “Exotica”. Solo alla fine si viene a sapere come due dei personaggi principali sono finiti l’uno nella vita dell’altra. Intrigante, come tutte le opere di Egoyan, ma non del tutto appagante. Vincitore del Genie Award come miglior film canadese nel 1994.