J. Edgar

J. Edgar

mame cinema J. EDGAR - STASERA IN TV IL GRANDE BIOPIC scena
Una scena del film

John Edgar Hoover, abbreviato in J. Edgar (Leonardo DiCaprio), è ormai un uomo anziano. Decide quindi di ripercorrere le vicende della propria vita, raccontandole all’Agente Smith (Ed Westwick). Dal suo primo incarico al Dipartimento di Giustizia come assistente di Alexander Mitchell Palmer a direttore dell’FBI: la carriera di J. Edgar è stata straordinaria. Ma la sua ascesa è avvenuta sulla base di un unico obiettivo: difendere la sua patria da qualsiasi tipo di attacco. Oltre agli impieghi lavorativi, l’uomo ha avuto a che fare anche con la propria omosessualità. Si racconta infatti il suo intenso rapporto con Clyde Tolson (Armie Hammer) e i suoi sacrifici per non subire discriminazioni sociali. Una vita, insomma, in conflitto tra il prestigio pubblico e i dissidi privati. Tuttavia, quest’uomo non esita a offrire se stesso per il bene del Paese, a prescindere dalle proprie emozioni.

Curiosità

  • Il film è del 2011, diretto da Clint Eastwood.
  • I critici cinematografici hanno generalmente apprezzato l’interpretazione di Leonardo DiCaprio. Alcuni, però, sostengono che il film manchi di coerenza.
  • Le affettuose parole finali che Clyde rivolge a Edgar sono una citazione della lettera di Lorena Hickok alla sua amante Eleanor Roosevelt. Ecco la frase: “E più di ogni altra cosa ricordo i tuoi occhi, e la loro sorta di sorriso canzonatorio, e la sensazione sulle mie labbra di quel soffice punto nero proprio sopra l’angolo sinistro della tua bocca.”
  • Alcuni aspetti della reale biografia di Hoover sono stati tuttavia omessi nella trama del film. Per esempio, la sua relazione confidenziale con Frank Costello e Meyer Lansky, il suo grande potere sulla stampa e su importanti politici e l’arresto di molte persone innocenti durante le retate anticomuniste.

Il ritmo del successo

Alla scuola dell’American Ballet ci si ama, ci si odia, si suda e si balla fino allo stremo in vista del saggio di fine anno da cui usciranno le nuove étoile del balletto a stelle e strisce. La nera è ribelle ma capirà, la gelida si innamora, l’imbranata diventerà bravissima. Una versione socialmente elevata di
Saranno famosi
(che era più ruspante e coinvolgente), col grave handicap che il balletto classico è tra le attività umane meno cinematografiche in assoluto: condanna a campi lunghi (mica puoi tagliare i piedi!) e a lente panoramiche destra-sinistra stile tennis. Meno male che a un certo punto mettono su un po’ di salsa (anche se devono fare acrobazie col montaggio per far credere che l’attor giovine balli davvero) e nel finale c’è una bella coreografia moderna con una moto in scena (oooh!). I ballerini sono «cinetici», il regista Hytner fa quel che può – cioè pochino – e il film dura quasi due ore, che sono davvero un po’ troppe.
(emiliano morreale)