Impara a conoscere il tuo coniglio

L’insolita commedia fu portata a termine per il rotto della cuffia, e rimase per questo gravemente danneggiata. Comincia alla grande con Smothers che decide di liberarsi di una vita troppo inquadrata nel mondo degli affari e diventa un mago che balla il tip-tap, ma poi si perde via. Alcuni momenti mostrano ancora una felice inventiva e alcune idee divertenti. Girato nel 1970.

La conversazione

Un esperto di intercettazioni riceve da un uomo d’affari l’incarico di registrare la conversazione tra la moglie di questi e il suo presunto amante. L’uomo fa quanto richiestogli, ma, convinto che i due amanti si trovino in serio pericolo, evita di consegnare i nastri al cliente. Secondo molti, uno dei film fondamentali degli anni Settanta. Sicuramente il più complesso e intimista mai realizzato da Francis Coppola, un approfondito studio psicologico sulla paranoia e la solitudine che fornisce a Gene Hackman l’occasione di cimentarsi in un’interpretazione a dir poco magistrale. Vincitore della Palma d’Oro a Cannes. Tra gli interpreti compare un giovanissimo Harrison Ford. (andrea tagliacozzo)

Vertenza inconciliabile

Una bambina di dieci anni trascina i propri genitori, in procinto di divorziare, davanti al giudice. Marito e moglie, entrambi appartenenti all’estamblishment hollywoodiano, sono costretti a rievocare gli eventi che hanno portato allo sfaldamento del matrimonio. Buon debutto del regista Charles Shyer (in seguito autore del recente rifacimento de
Il padre della sposa
) con una commedia agrodolce che si fa beffe dell’ambiente del mondo dello spettacolo americano. A distinguersi è soprattutto la giovanissima Drew Barrymore, che due anni prima era stata tra i piccoli protagonisti di
E.T.
di Steven Spielberg.
(andrea tagliacozzo)

Ciao America

Greetings , circolato in Italia con il banalissimo titolo Ciao America , segna l’incontro tra la poetica citazionistica e ironica di Brian De Palma – che approderà in seguito al thriller e all’horror – e il cinema militante di stampo sessantottesco. Più che di un ritratto generazionale si tratta di un’opera caotica e centrifuga, che segue parallelamente le vicende di tre balordi, uno dei quali (l’allora quasi esordiente Robert De Niro) è un voyeur che finirà arruolato in Vietnam e costringerà una vietcong a spogliarsi davanti alla sua Super-8. Nelle altre storie si ritrovano invece echi del delitto Kennedy, dai discutibili risultati della commissione Warren fino alla morte sospetta dei testimoni. La Nouvelle Vague, e in particolare Jean-Luc Godard, è il modello evidente di questo mirabile e stravagante divertissement, anche se c’è già tutto il gusto per il grottesco – in chiave goliardica e post-moderna – che caratterizzerà il De Palma maggiore. Ciao America ha un seguito assai più riuscito e interamente giocato sul personaggio di De Niro: Hi, Mom! . Resta indimenticabile, comunque, l’omonima canzone Greetings , che accompagna puntualmente molte delle sequenze. (anton giulio mancino)

Prima pagina

Dal lavoro teatrale di Ben Hecht e Charles Mac Arthur, una commedia già portata sullo schermo nel ’31 da Lewis Milestone e nel ’39 da Howard Hawks (col titolo La signora del venerdì). Un cronista di Chicago, in procinto di sposarsi e di cambiare lavoro, è costretto dal proprio direttore a intervistare un condannato a morte. Quest’ultimo riesce a fuggire durante un interrogatorio nascondendosi proprio nella Sala Stampa della prigione. Sicuramente non si tratta di una delle migliore regie di Billy Wilder, anche se il tocco del maestro affiora qua e là e gli interpreti sono a dir poco impeccabili. (andrea tagliacozzo)