Verità apparente

Una giovane adolescente cerca di rintracciare le orme della sorella maggiore, uno spirito libero, morta misteriosamente in Europa sette anni prima. La Diaz è eccellente, ma la Brewster è monocorde in questo film insoddisfacente. Lo stesso Brooks ha adattato un romanzo di Jennifer Egan.

Basta che funzioni

Woody Allen torna a New York con una commedia originale che racconta la storia di un irascibile misantropo (Larry David) e di una giovane, timida e suggestionabile ragazza del sud fuggita da casa (Evan Rachel Wood). Quando i genitori della ragazza (Patricia Clarkson e Ed Begley, Jr.) giungono a New York per salvarla, verranno velocemente e selvaggiamente risucchiati in inattesi intrighi sentimentali. Ma alla fine tutti capiranno che per trovare l‘amore ci vuole una giusta dose di fortuna abbinata alla capacità di riconoscere tutto ciò che potrebbe funzionare…

La filosofia é spicciola, ma Allen sa esprimerla senza cinismi, mostrando un’inedita condiscendenza alle complessità della vita (e del sesso). Tornando a girare a New York, ritrobva ambienti e bersagli noti, forse anche perché la prima stesura della sceneggiatura risale agli anni Sessanta. Il protagonista, Larry David, notissimo stand-up comedian e autore americano, qui è un alter ego perfetto di Allen.

 

Certamente, forse

Will è un papà poco più che trentenne alle prese con il divorzio: viene preso alla sprovvista quando sua figlia Maya comincia a fargli domande sulla sua vita prima del matrimonio. Maya vuole sapere assolutamente tutti i particolari di come i suoi genitori si sono conosciuti e innamorati. La storia di Will inizia nel 1992 quando era un giovane aspirante politico dagli occhi splendenti e pieni di speranza trasferitosi a New York dal Wisconsin per lavorare alla campagna presidenziale. Per Maya, Will fa rivivere il suo passato da giovane idealista che impara dettagli e retroscena della politica di una grande città e racconta la storia delle sue relazioni sentimentali con tre donne molto diverse tra loro.