Born Into Brothels

La fotografa americana Zana Briski si reca a Calcutta per documentare la misera esistenza delle prostitute, confinate in un dedalo di viuzze all’interno del quartiere a luci rosse della metropoli indiana. Non è facile guadagnare la fiducia di queste donne, rese dure e sospettose dal «giro», fatto di sopraffazione, sfruttamento, violenza. Dopo mesi di convivenza, Zana viene accettata, accorgendosi così della presenza dei piccoli figli delle prostitute, costretti a condividere le medesime condizioni di vita e lo stesso misero destino dei genitori. Attira lo loro curiosità con la fotografia, attivando un corso che presto diventa l’unica possibile salvezza per i suoi piccoli alunni. Ma servono fondi e l’aiuto di qualcuno che sappia districarsi nell’elefantiaca burocrazia indiana. Riesce a coinvolgere un regista professionista, Ross Kauffman, con il quale realizza il film. Grazie a volontari locali e al sostegno di altri fotografi come lei, allestisce la prima mostra degli scatti – alcuni dei quali veri capolavori – dei piccoli «figli del bordello». Chi volesse aiutare l’attività di Zana Briski, che continua tutt’ora, può collegarsi al sito

kids-with-cameras.org.

La recensione

Gour, Puja, Kochi, Manik e sua sorella Shanti, Avijit, Suchitra, Tapasi. Sono loro i «figli del bordello», l’infernale girone terreno in cui lavorano le prostitute di Calcutta. Zana Briski – aiu