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Amici complici amanti

Una storia molto semplice e ad alto rischio di muffa (la vita e gli amori tragici del maturo omosessuale Arnold, che desidera ardentemente sistemarsi e avere una famiglia) per una commedia con più di una venatura drammatica, scritta e interpretata da Harvey Fierstein (che nel 1983, con lo spettacolo teatrale omonimo, vinse due Tony Award) con puntualità e enorme partecipazione. La retorica è sempre dietro l’angolo, ma lo script -con dialoghi arguti e mai banali – e la regia di Bogart sanno come non affondarvi, evitando le trappole delle macchiette o di un discorso di marca psico-sociale sulla parità dei diritti e dei sentimenti. Personaggi caldissimi a cui non si può non affezionarsi, e un protagonista capace di far sorridere, ridere e piangere: quasi una rarità. Da groppo in gola il lungo segmento con Broderick, e azzeccatissimo anche tutto il finale col figlio adottato già adolescente. La Bancroft, nel ruolo della madre di Arnold (che non riesce a comprendere e ad accettare del tutto il figlio), colpisce nel segno. (pier maria bocchi)

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