X-Men — Conflitto finale

Lo sviluppo di una “cura” per le mutazioni genetiche — come quelle di cui sono affetti gli X-Men — accende l’ultimo scontro tra Magneto e il Dr. Xavier. Terzo e più debole episodio della serie ispirata al fumetto privilegia esplosioni ed effetti speciali rispetto allo sviluppo dei personaggi… pertanto l’emozione è poca nonostante tutta l’azione sullo schermo. Ma il ruolo di Foster (nella parte del figlio alato di Murphy) doveva essere davvero così breve? Super 35.

X-Men – L’inizio

Il film è ambientato negli anni ’60, all’alba dell’era spaziale, l’epoca di JFK. Un periodo storico all’insegna della Guerra Fredda, in cui l’intero pianeta era minacciato dalle crescenti tensioni fra Stati Uniti e Russia. L’era in cui il mondo scoprì l’esistenza dei mutanti.

Fu allora che Charles Xavier incontrò Erik Lehnsherr. Prima che Charles (James McAvoy) ed Erik (Michael Fassbender) assumessero l’identità di Professor X e Magneto, erano due giovani uomini sorpresi dai propri superpoteri. Prima di diventare nemici, i due erano amici carissimi, e, al fianco di altri mutanti, si adoperavano per riuscire ad arrestare la più grande minaccia che il mondo avesse mai conosciuto.

X-Men Conflitto Finale

I mutanti non sono ancora ben visti dalla comunità umana timorosa di venir soggiogata da questi esseri superiori. Così l’homo sapiens ha creato un antidoto per i mutanti grazie al potere curativo di uno di loro. Ma non tutti vogliono guarire o si sentono effettivamente malati: Magneto, alla guida dei cattivi della Fratellanza, non ha alcuna intenzione di omologarsi al genere inferiore ma anzi lo intende come un vero e proprio cancro da cui i mutanti devono liberarsi. Xavier, invece, crede nella convivenza pacifica con l’umanità e rifiuta l’uso dei propri poteri per scopi malvagi. Le due fazioni si scontreranno in una battaglia senza esclusione di colpi

Xica da Silva

La saporita, anche se un po’ troppo speziata, vicenda di una schiava nera di grande forza d’animo (Motta) che seduce il nuovo appaltatore della Royal Diamond (Chagas) nel corrotto e repressivo Brasile coloniale. Ben diretto e recitato (in particolare dalla Motta), ma curiosamente non ne rimane nulla nella memoria. Girato nel 1976.

X-Men

X-Men è tratto da una serie di fumetti della Marvel molto nota, e di questa riprende caratteri e atmosfere. È fantascienza del presente, dove eventi che sfuggono alle spiegazioni della scienza attuale si svolgono accanto alla normale quotidianità. Protagonisti dei film sono i mutanti, uomini che si differenziano dai sapiens perché dotati di capacità superiori: c’è chi pratica la telecinesi, chi legge nel pensiero altrui, chi spara raggi laser dagli occhi, chi può manipolare le condizioni atmosferiche e chi è in grado di sanare istantaneamente le ferite subite.

La loro presenza sempre più diffusa è oggetto di preoccupate interrogazioni parlamentari e di una diffusa intolleranza. L’ostilità e la consapevolezza della propria superiorità spingono i mutanti a reagire in modo diverso: ci sono i buoni capitanati dal professor X, che cercano di lavorare in armonia con i sapiens, e i cattivi con a capo Magneto (un truce Ian McKellen), che ritengono il conflitto l’unica strada percorribile. Il film racconta la lotta fra i due gruppi, che è a tutta evidenza una lotta fra simili: l’opzione per il Bene o per il Male che li distingue non ha niente di originario, ma è frutto di una scelta esplicita. E anche il prologo girato nel lager nazista – scelto da chi, ebreo, non teme di passare per antisemita – serve a convalidare il ruolo del libero arbitrio.

Insomma – ancora una volta, dopo I soliti sospetti e L’allievo – quello che interessa a Singer è il conflitto morale: l’esplorazione di quella sottile linea di demarcazione che divide la virtù e il peccato, il progresso dall’orrore. Ma se nei film precedenti era il fascino esercitato dal Male, la qualità cinematografica del cattivo, a garantire l’interesse per la storia, qui questo elemento manca del tutto. Anzi a latitare è proprio una qualsiasi fascinazione: penalizzato da un’eccessiva meccanicità degli sviluppi narrativi, pieno zeppo di effetti speciali ormai di routine, il film fatica a stabilire con lo spettatore l’indispensabile relazione attiva. Con l’inevitabile risultato di essere scambiato per dozzinale sci-fi per adolescenti.

(luca mosso)

La recensione di X-Men – Conflitto finale

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xXx

Xander Cage è un amante del brivido, un campione degli sport estremi che si diverte a sfidare le autorità. Dopo l’ennesima bravata, Xander rischierebbe la galera, se non fosse per Augustus Gibbons, dirigente della segretissima NSA (National Security Agency), che vuole servirsi di lui per una importante e rischiosa missione a Praga. Xander dovrà infiltrarsi tra le fila di un’organizzazione chiamata Anarchy 99 che minaccia di distruggere il mondo. Il film di Rob Cohen avrebbe potuto chiamarsi «007 per caso». XXX è infatti una versione coatta e pompata agli estrogeni della serie di James Bond. Ma al contrario della saga tratta dai romanzi di Ian Fleming, che da almeno venticinque anni sembra incapace di sfornare un prodotto decente (l’ultimo episodio veramente riuscito, La spia che mi amava, risale al 1977), questo simpatico spoof funziona, diverte e ha la saggezza di spingere il pedale sul versante dell’azione inventandosi alcune sequenze di notevole impatto spettacolare (memorabile per follia ed esecuzione quella della valanga). Certo, la vicenda è formulaica e in alcuni momenti sfiora l’idiozia, ma ha il film ha il merito di non prendersi troppo sul serio, di stemperare tutto nell’ironia e, una volta tanto, di fregarsene altamente della verosimiglianza, soprattutto nella costruzione coreografica degli stunt e delle scene d’azione. E poi può contare sul carisma di Vin Diesel, film dopo film sempre più sicuro e sfrontato. Asia Argento non sfigura, almeno come presenza scenica, anche se sarebbe curioso vederla nella versione inglese, in presa diretta, dato che l’auto-doppiaggio non sembra averle giovato. (andrea tagliacozzo)

X-Men 2

Sequel di grande azione di X-Men, che vede Stewart e McKellen darsi tregua e unire le forze per combattere il potente e pazzo Cox. Questo è soltanto uno dei filoni della trama di questo film mozzafiato, che non ha quasi tempo sufficiente per seguire tutti i suoi variopinti personaggi, compresi Pyro, Colossus e lo sgargiante Nightcrawler (ben recitato da Cumming). C’è energia da vendere in questo avvincente racconto, basato sui fumetti Marvel creati da Stan Lee e Jack Kirby. Super 35.