X-Files – Il film

La versione cinematografica della popolare serie televisiva può apparire ai neofiti più incentrato sulle cospirazioni piuttosto che sulle prodezze degli agenti federali Mulder e Scully. Dopo essere sopravvissuti a un attentato dinamitardo a un palazzo in Texas, i due agenti sfidano gli ordini e vanno alla ricerca di nuove tracce degli alieni sulla Terra e dei loro piani. Troppo lungo per un solo climax, questo thriller su larga scala avrà qualche risonanza in più per i fan degli X-Files televisivi. La versione homevideo dura 122 minuti. Super 35.

X-Men

X-Men è tratto da una serie di fumetti della Marvel molto nota, e di questa riprende caratteri e atmosfere. È fantascienza del presente, dove eventi che sfuggono alle spiegazioni della scienza attuale si svolgono accanto alla normale quotidianità. Protagonisti dei film sono i mutanti, uomini che si differenziano dai sapiens perché dotati di capacità superiori: c’è chi pratica la telecinesi, chi legge nel pensiero altrui, chi spara raggi laser dagli occhi, chi può manipolare le condizioni atmosferiche e chi è in grado di sanare istantaneamente le ferite subite.

La loro presenza sempre più diffusa è oggetto di preoccupate interrogazioni parlamentari e di una diffusa intolleranza. L’ostilità e la consapevolezza della propria superiorità spingono i mutanti a reagire in modo diverso: ci sono i buoni capitanati dal professor X, che cercano di lavorare in armonia con i sapiens, e i cattivi con a capo Magneto (un truce Ian McKellen), che ritengono il conflitto l’unica strada percorribile. Il film racconta la lotta fra i due gruppi, che è a tutta evidenza una lotta fra simili: l’opzione per il Bene o per il Male che li distingue non ha niente di originario, ma è frutto di una scelta esplicita. E anche il prologo girato nel lager nazista – scelto da chi, ebreo, non teme di passare per antisemita – serve a convalidare il ruolo del libero arbitrio.

Insomma – ancora una volta, dopo I soliti sospetti e L’allievo – quello che interessa a Singer è il conflitto morale: l’esplorazione di quella sottile linea di demarcazione che divide la virtù e il peccato, il progresso dall’orrore. Ma se nei film precedenti era il fascino esercitato dal Male, la qualità cinematografica del cattivo, a garantire l’interesse per la storia, qui questo elemento manca del tutto. Anzi a latitare è proprio una qualsiasi fascinazione: penalizzato da un’eccessiva meccanicità degli sviluppi narrativi, pieno zeppo di effetti speciali ormai di routine, il film fatica a stabilire con lo spettatore l’indispensabile relazione attiva. Con l’inevitabile risultato di essere scambiato per dozzinale sci-fi per adolescenti.

(luca mosso)

La recensione di X-Men – Conflitto finale

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X-Men

Storia ispirata dai fumetti della Marvel: due disadattati, Wolverine (Jackman) e Rogue (Paquin), si uniscono e trovano rifugio sicuro presso il professor X (Stewart), che spera di trovare un modo per far sì che i mutanti siano assimilati alla società umana. Il suo intelligentissimo antagonista, Magneto (McKellen), invece vede gli uomini come i nemici da conquistare. Ben fornito di elementi appariscenti, divertente da guardare, sebbene parte dell’energia svanisca nel climax. Basato sui personaggi creati per la Marvel Comics da Stan Lee e Jack Kirby. Seguito da X-Men 2. Panavision.

X-Men – L’inizio

Il film è ambientato negli anni ’60, all’alba dell’era spaziale, l’epoca di JFK. Un periodo storico all’insegna della Guerra Fredda, in cui l’intero pianeta era minacciato dalle crescenti tensioni fra Stati Uniti e Russia. L’era in cui il mondo scoprì l’esistenza dei mutanti.

Fu allora che Charles Xavier incontrò Erik Lehnsherr. Prima che Charles (James McAvoy) ed Erik (Michael Fassbender) assumessero l’identità di Professor X e Magneto, erano due giovani uomini sorpresi dai propri superpoteri. Prima di diventare nemici, i due erano amici carissimi, e, al fianco di altri mutanti, si adoperavano per riuscire ad arrestare la più grande minaccia che il mondo avesse mai conosciuto.

X-Men — Conflitto finale

Lo sviluppo di una “cura” per le mutazioni genetiche — come quelle di cui sono affetti gli X-Men — accende l’ultimo scontro tra Magneto e il Dr. Xavier. Terzo e più debole episodio della serie ispirata al fumetto privilegia esplosioni ed effetti speciali rispetto allo sviluppo dei personaggi… pertanto l’emozione è poca nonostante tutta l’azione sullo schermo. Ma il ruolo di Foster (nella parte del figlio alato di Murphy) doveva essere davvero così breve? Super 35.