Supernova

Equipaggio galattico alle prese con una chiamata di soccorso extra-temporale su un pianeta perduto. Pericolo in vista e ospite indesiderato pronto a eliminare l’intero equipaggio con i suoi oscuri poteri… Mai cedere alla tentazione della politica degli autori con i blockbuster americani. Sarà pur vero che
Supernova
, destinato a contendere nella scorsa stagione il primato della fantascienza cinematografica nientemeno che a
Star Wars Episode I
, è stato diretto sotto pseudonimo (Thomas Lee) da un maestro come Walter Hill, e montato, sempre sotto pseudonimo, da Francis Ford Coppola. Ma si tratta pur sempre di un film mediocre, sebbene non brutto. Siamo alle prese con un film clonato, riedizione di tali e tanti modelli precedenti, a loro volta nemmeno originali, che non stiamo nemmeno a elencare. Efficiente nella messa in scena, credibile ed elementare nelle caratterizzazioni umane, ma emotivamente fiacco. Trascurabile, per mancanza di idee.
(anton giulio mancino)

Party Monster

Culkin dà un’interpretazione manierata e assolutamente fastidiosa in questo “ritorno” adulto pensato su misura per lui — il suo primo film in 9 anni — sulla vera biografia di Michael Alig, un “club-kid” che divenne il re della vita notturna a base di stupefacenti nella New York fra gli anni Ottanta e Novanta prima di essere arrestato per omicidio. Poteva tradursi in un’interessante e allarmante racconto sul periodo (in effetti, i due registi avevano realizzato nel 1998 un documentario con lo stesso titolo): ma questa incursione — dilettantesca e girata in video — sulla depravazione negli ambienti di tendenza certamente non colpisce nel segno.