Party Monster

Culkin dà un’interpretazione manierata e assolutamente fastidiosa in questo “ritorno” adulto pensato su misura per lui — il suo primo film in 9 anni — sulla vera biografia di Michael Alig, un “club-kid” che divenne il re della vita notturna a base di stupefacenti nella New York fra gli anni Ottanta e Novanta prima di essere arrestato per omicidio. Poteva tradursi in un’interessante e allarmante racconto sul periodo (in effetti, i due registi avevano realizzato nel 1998 un documentario con lo stesso titolo): ma questa incursione — dilettantesca e girata in video — sulla depravazione negli ambienti di tendenza certamente non colpisce nel segno.