L’amante indiana

Il colono Tom Jefford salva la vita al valoroso apache Kociss e conquista la sua fiducia. Dopo aver sposato una ragazza indiana, Tom si prodiga per far terminare la guerra tra i bianchi e i pellerossa. Primo western revisionista (interpretato, curiosamente, dal conservatore James Stewart): gli indiani sono visti, una volta tanto, in un’ottica positiva. La sceneggiatura, candidata all’Oscar, fu scritta da Albert Maltz che non poté firmare con il proprio nome perché perseguitato dalla commissione anticomunista del senatore MacCarthy. Kociss è interpretato da Jeff Chandler che due anni più tardi tornerà a coprire lo stesso ruolo in
Kociss l’eroe indiano
di George Sherman.
(andrea tagliacozzo)

Bersaglio eccellente

È il 1861. Abramo Lincoln sta andando in treno a Baltimora dove dovrà pronunciare un importante discorso. Un poliziotto di New York intuisce che è in atto un complotto per uccidere il Presidente, ma i superiori non vogliono dargli ascolto. Un eccellente thriller, originale sia per il soggetto che per l’ambientazione. La spigliata regia di Anthony Mann riesce a ottenere una notevole suspense. Una curiosità: il protagonista, interpretato da Dick Powell, si chiama John Kennedy!
(andrea tagliacozzo)

Bandolero

Catturato in seguito a una rapina in banca, Dee Bishop viene condannato a morte. A un passo dalla forca, l’uomo si salva grazie all’intervento del fratello maggiore, Mace, che all’ultimo momento si è sostituito al boia. Nella fuga, i due sono costretti a prendere in ostaggio la giovane vedova Stawner. Attori di buon livello malamente sprecati dalla solita piatta regia di McLaglen. James Stewart, poi, non sembra nemmeno in gran forma.
(andrea tagliacozzo)

A sangue freddo

Eccellente adattamento, dal taglio un po’ documentaristico, del libro di Truman Capote, che racconta le storie di due giovani killer (Blake e Wilson), i motivi che li spingono a uccidere e l’arresto finale dopo lo sterminio di una famiglia innocente. Tagliente, appassionante, non sensazionalistico: magistrali la sceneggiatura e la regia di Brooks, raffinata la fotografia in bianco e nero di Conrad Hall. Rifatto come miniserie televisiva nel 1996. Quattro nomination agli Oscar. Panavision.

Nella polvere del profondo sud

In una cittadina del profondo Sud, un anziano uomo di colore è accusato di un delitto che non ha commesso. Per l’avvocato difensore dimostrare l’innocenza del proprio assistito è quasi un’impresa impossibile, mentre la popolazione inferocita vorrebbe mettere in atto un linciaggio. Un dramma di grande vigore, fra i più belli realizzati da Clarence Brown (noto per essere stato il regista preferito dalla Garbo). Particolarmente efficaci le sequenze della folla che si prepara al linciaggio, chiaramente ispirate al cinema espressionista tedesco.
(andrea tagliacozzo)