Gangster Story

Bonnie e Clyde, lui impotente e lei intraprendente e di liberi costumi, sono una coppia di gangster che mette a ferro e fuoco l’America degli anni Trenta, fino all’inevitabile epilogo tragico. Film epocale, con due divi belli, giovani e bravi (e la rivelazione Gene Hackman) e una storia d’amore rovente e tragica. Uno dei capolavori di Penn, uno dei classici di quella rivisitazione del passato – sospeso tra nostalgia e demistificazione – che diventerà uno dei cardini del cinema statunitense degli anni Settanta. Ritmatissimo, spezzettato, follemente libertario ma condotto fin dall’inizio sotto il segno dell’autodistruzione, un film che possiede la saggia e rispettosa memoria dei classici del gangster movie (
La donna del bandito di Ray, La sanguinaria di Lewis
) ma anche tutta la spinta ideale del ‘68. Un grande incrocio di tempi storici e mitici; un avvincente, nevroticissimo romanzo americano.
(emiliano morreale)

Due uomini e una dote

In attesa del divorzio, un giovane fa sposare la sua ragazza, una ricca ereditiera, ad un amico. Ma una volta giunti in California, i due compari decidono di eliminare la giovane e godersi la dote. I loro ripetuti tentativi si rivelano maldestri, se non esilaranti. Alle prese con una commedia strampalata e due ruoli quasi da macchietta, Warren Beatty e Jack Nicholson si adeguano al tono del film, gigioneggiano e si divertono. Mike Nichols (regista de
Il laureato
) aveva già diretto Nicholson nel 1971 in
Conoscenza carnale
.
(andrea tagliacozzo)

Dick Tracy

Vivace e raffinato adattamento del classico fumetto di Chester Gould, con Beatty che impersona l’eroe tutto naso e mascella. La storia è proprio esile, ma dentro c’è talmente tanto da vedere che non ci si bada: una galassia di personaggi famosi interpretano i grotteschi cattivi disegnati da Gould, gli incredibili costumi e la direzione artistica — che vinsero l’Oscar — e Madonna che canta le nuove canzoni di Stephen Sondheim (una pecca? Troppo poche). Una di queste, Sooner or Later (I Always Get My Man), si aggiudicò a sua volta l’Oscar. Da applauso la divertente interpretazione di Big Boy Caprice regalata da Pacino. Super 35.

Il Paradiso può attendere

Gradevole e divertente remake di L’inafferrabile signor Jordan, con Beatty nei panni di un inossidabile campione di football che si ritrova in paradiso prima del tempo e deve tornare sulla Terra incarnandosi in un altro uomo. Piacevole, ma mai commovente: la Christie, nel ruolo della musa del protagonista, è completamente fuori parte. Scritto da Beatty ed Elaine May. Rifatto nel 2001 con il titolo Down to Earth.

A letto con Madonna

Ritratto a tutto tondo della diva pop più trasgressiva del momento. Tra un concerto e l’altro in giro per il mondo, Madonna confessa indirettamente alla macchina da presa i suoi sogni, i suoi desideri e le sue aspirazioni. Appare, tra gli altri, un imbarazzatissimo Warren Beatty, all’epoca compagno nella vita della cantante. Interessante per i fan, un po’ noioso per tutti gli altri. Oggi sembra paradossalmente datato. (andrea tagliacozzo)

Reds

Il giornalista americano John Reed s’innamora di Louise, con la quale condivide ideali politici rivoluzionari e anticonformisti. Dopo alterne vicende, in America e in Europa, la coppia arriva in Russia alla vigilia della Rivoluzione d’ottobre. Film a suo modo coraggioso (specie considerando che è stato realizzato in seno a Hollywood) che riesce a conciliare l’impegno politico con le ragioni dello spettacolo, nonché le pagine storiche più importanti (come i giorni della Rivoluzione) con la vicenda sentimentale dei due protagonisti. Oscar 1981 alla regia, a Maureen Stapleton come attrice non protagonista e alla splendida fotografia di Vittorio Storaro. (andrea tagliacozzo)

Shampoo

Confusa satira di usi e costumi del sud della California, incentrata su un irrequieto parrucchiere e le sue esigenti clienti femminili. Alcuni momenti brillanti in una monotona commedia drammatica di Beatty e Robert Towne. Film d’esordio della Fisher; la Grant vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonsita.

Ishtar

Chuck e Lyle, scalcinati autori di canzoni e cantanti da piano-bar, ottengono un insperato ingaggio in una località del Marocco. Adescati all’arrivo da una graziosa ribelle, i due entrano loro malgrado a far parte di un intrigo internazionale. Strampalato e divertente, il film, costato quasi cinquanta milioni di dollari, fu un clamoroso e immeritato insuccesso. Ma qualche lungaggine di troppo e gli sperperi della regista non giustificano le violente stroncature che invece gli piovvero addosso.
(andrea tagliacozzo)

Bulworth – Il senatore

Audace satira politica su un senatore della California che, nel tentativo di farsi rieleggere alle amministrative del 1996, si libera la coscienza dicendo la verità, venendo incontro alla comunità nera. Volutamente inquietante in alcuni momenti, uno sguardo acuto sui processi della politica e sulla condizione delle classi subalterne. Uno dei film migliori di Beatty, che qui recita, dirige ed è co-autore della sceneggiatura insieme a Jeremy Pikser. William Baldwin e Paul Mazursky compaiono non accreditati.

Il genio della rapina

Un giovane americano organizza un grosso colpo ai danni di un istituto bancario tedesco per il quale, nelle sue reali vesti di funzionario di una fabbrica di antifurti, ha messo a punto un sofisticato ma tutt’altro che irresistibile sistema d’allarme. Scritto dallo stesso Brooks, un film dall’andamento atipico, abilmente giocato in bilico tra la commedia e il thriller. La trama è molto simile a Colpo da 500 milioni di dollari alla National Bank , realizzato due anni prima dall’inglese Peter Hall. Ottima colonna sonora di Quincy Jones. (andrea tagliacozzo)

I compari

Film d’atmosfera, riccamente stratificato, su un uomo ambizioso ma di nessuna importanza che apre un bordello in una città durante il boom a cavallo fra Ottocento e Novecento. Altman leva la patina dall’immagine hollywoodiana dell’epoca, con la sua visione realistica. Beatty dà il meglio di sé nel ruolo di McCabe, fanfarone da due soldi. Il romanzo McCabe di Edmund Naughton è stato adattato da Brian McKay e Altman. Panavision.