Gervaise

Una straordinaria Maria Schell (vincitrice delle Coppa Volpi al Festival di Venezia) veste i panni di Gervaise in questa elegante trasposizione cinematografica de «L’assommoir» di Emile Zola. Nella seconda metà dell’Ottocento, una ragazza di campagna, minata nel fisico ma non nella voglia di vivere, si trasferisce a Parigi con l’intenzione d’aprire una lavanderia. Si sposa con un onesto falegname, ma questi, in seguito a un incidente sul lavoro, diventa alcolizzato. (andrea tagliacozzo)

Texas

Enrico (Fausto Paravidino) torna nel paese in provincia di Alessandria dove è cresciuto, poggiato su dolci colline brumose, pettinate dalle file ordinate delle vigne. Vi ritrova gli amici di sempre, venticinque-trentenni che vengono presentati uno ad uno, con annessi parenti, come in un album di famiglia, dove non si tacciono i molti vizi e le poche virtù. Si passa poi al racconto di uno dei soliti sabati insonni, trascorsi nella villetta della più borghese del gruppo, Elisa (Alessia Bellotto), bevendo, fumando, sfasciando arredi e suppellettili in preda a raptus etilici. A un certo punto, scoppia inaspettato lo scazzo: Enrico cerca Cinzia (Iris Fusetti) per dirle qualcosa di importante, ma l’ingenua fidanzata del bel Gianluca (Riccardo Scamarcio) ha già mangiato l’amara foglia del tradimento e scappa in lacrime. Gianluca assale Enrico, mentre Davide (Carlo Orlando), lo sfigato della compagnia, ancora in cerca del primo amplesso, si dispera perché la Cinzia in fuga ha «bocciato» irrimediabilmente il macchinone che il suo capo (il padre di Gianluca) gli aveva eccezionalmente prestato per fare colpo sugli amici. A questo punto il film comincia. O meglio ritorna ai fatti che hanno determinato quello sconquasso. Fatti che coinvolgono la bella e insoddisfatta maestra elementare del paese, la quarantenne Maria (Valeria Golino), che prende una sbandata per Gianluca, gettando in uno sconforto impotente il marito coetaneo, Alessandro (Valerio Binasco). Mammone e anche un po’ fregnone, l’uomo (che avrebbe voluto un figlio da Maria, soprattutto per fare contenti gli anziani genitori) è spinto dalle maldicenze di paese a meditare vendetta.

L’ex
enfant prodige
del

teatro
italiano, il non ancora trentenne Fausto Paravidino, esordisce dietro la macchina da presa con un affresco partecipe della schizofrenica provincia in cui è cresciuto (il film è infatti girato a Rocca Grimalda, paesino dove è cresciuto, dopo i natali genovesi). Presentato a Venezia, il film ha riscosso giudizi alterni e non potrebbe essere altrimenti, stante la perfetta scissione operata dal regista: alla prima parte in cui prevalgono i colori acidi dei giovani, si contrappone la seconda, dove invece prevalgono i caratteri dei personaggi quaranta-cinquantenni. L’ambientazione da film generazionale prova ad allargare lo sguardo, fino ad abbracciare un’intera condizione, quella appunto tipicamente provinciale, sospesa tra tradizione e modernità, tra ansia del nuovo e nostalgia del conosciuto che impregna i muri del paese e i cuori dei protagonisti. Non funziona però. Buona la sceneggiatura e le interpretazioni di alcuni (Golino, Scamarcio, l’irresistibile macchietta del
berluschino
di paese, padre di Gianluca, interpretato da Teco Celio), non convicenti le altre, come pure eccessivo è il divario tra i registri adottati. Se si è trattato di una scelta consapevole, non l’abbiamo apprezzata. Anche Paravidino, dunque, che pur così giovane ha già alle spalle un curriculum di tutto rispetto, ci sembra essere caduto nel tranello che attende tutti i giovani autori di belle speranze: l’impulso di mostrare tutta e subito la propria bravura. A lui, che è bravo per davvero, sarebbe stato sufficiente raccontare con semplicità la sua storia. Forse però, proprio questo voler girare nei luoghi esatti dell’infanzia, questo volersi circondare di facce amiche, ha finito per spingerlo verso una resa calligrafica priva di pathos sincero, quasi a voler prendere le distanze da una realtà vissuta ormai come ricordo già sbiadito.
(enzo fragassi)

Venezia, la luna e tu

A Venezia, il gondoliere Bepi, legatissimo alla bella Nina, non riesce a resistere al fascino delle giovani turiste. Nina, gelosa, minaccia di rompere il fidanzamento e di sposarsi con Toni. Ma Bepi sa come riconquistare la ragazza. Curioso l’impiego dei romani Alberto Sordi e Nino Manfredi in ruoli da veneziani. Sono proprio i due attori, comunque, ad assicurare divertimento al film, felice nel ritmo ma un po’ meno nella sceneggiatura.
(andrea tagliacozzo)

Anni di piombo

Leone d’oro alla Mostra di Venezia del 1981, il film è ispirato alla vicenda delle sorelle Esslin. Julianne e Marianne hanno un rapporto difficile, ma affettuoso: la prima lavora in un giornale femminista, mentre l’altra si unisce a un gruppo terroristico tedesco ed entra in clandestinità. Il più noto (e il migliore) dei film della von Trotta, in seguito non sempre all’altezza della fama acquisita con questa pellicola. Intense le interpretazioni delle due protagoniste.
(andrea tagliacozzo)

I segreti di Brokeback Mountain

I segreti di Brokeback Mountain

mame cinema I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN - STASERA IN TV scena
Una scena del film

Diretto da Ang Lee, I segreti di Brokeback Mountain (2005) racconta la storia di Ennis (Heath Ledger) e Jack (Jake Gyllenhaal), due cowboy che si incontrano nel Wyoming negli anni ’60. Entrambi hanno bisogno di un lavoro per la stagione estiva, quindi vengono assunti per condurre al pascolo un gregge di pecore nella località di Brokeback Mountain, un luogo di fantasia. I due non potrebbero essere più diversi: Jack è estroverso e solare, mentre Ennis è taciturno e chiuso in se stesso. Eppure, l’isolamento tra le montagne porta i ragazzi a cercare un contatto tra loro. Di conseguenza, nasce un sentimento reciproco che si rafforza giorno dopo giorno.

Tuttavia, l’estate volge al termine e i due uomini si separano, prendendo strade diverse. Ma, dopo diverso tempo, la vita li fa incontrare nuovamente. Che cosa succederà, quindi? Ognuno reprimerà i sentimenti che prova per l’altro o avranno il coraggio di stare insieme, nonostante tutto e tutti?

Curiosità

  • I segreti di Brokeback Mountain è stato il film con più nomination ai premi Oscar del 2006. Inoltre, ha ottenuto tre riconoscimenti per la Miglior regia, la Migliore sceneggiatura non originale e la Miglior colonna sonora.
  • In più, il film ha vinto quattro Golden Globe, quattro premi BAFTA e tre Critics’ Choice Award.
  • La pellicola ha debuttato alla Mostra internazionale del cinema di Venezia e ha vinto il Leone d’oro.
  • Il primo regista disposto a dirigere il film fu Gus Van Sant.
  • La pellicola si basa sul racconto Brokeback Mountain di Annie Proulx, uscito sul New Yorker nel 1997.
  • Fu offerta una parte nel film a Matt Damon, il quale però rifiutò. Anche Joaquin Phoenix non accettò di entrare nel cast.
  • Il regista, Ang Lee, ha dichiarato di aver utilizzato il reale imbarazzo degli attori protagonisti durante le scene intime per rendere più realistica possibile l’intensità emotiva del film.