Brigadoon

Dal musical di Lerner e Loewe, un Minnelli con una trama delle più fiabesche. Il villaggio di Brigadoon vive in perfetta letizia, ma può apparire agli umani solo una volta ogni cento anni, l’equivalente di un giorno per suoi i felici abitanti. Due cacciatori (Van Johnson e Gene Kelly) si perdono e vedono apparirsi davanti, in una splendida sequenza, il villaggio incantato. Ignari di tutto, si aggirano tra i paesani ostili, e Gene Kelly non può che innamorarsi di una sublime Cyd Charysse. È una storia impossibile, i due sono attesi nella città rumorosa, ma l’amore può compiere prodigi… Curioso che un poeta dell’artificio come Minnelli esalti qui un non-luogo agreste in contrapposizione alla caotica e vitale metropoli. Ma Brigadoon è tutta ricostruita in studio: più che una comunità russoviana è il luogo della poesia pura, della fantasia, insomma il puro distillato della Hollywood minnelliana.
(emiliano morreale)

Lo stato dell’unione

Più attuale che mai, questa commedia drammatica di origine letteraria (adattata dalla pièce di Howard Lindsay e Russel Crouse) vede Tracy nei panni di un industriale che lotta per mantenere la sua integrità mentre viene inghiottito dai meccanismi della politica nella corsa alla presidenza. La Hepburn è sua moglie e la sua coscienza, la Lansbury una milionaria assetata di potere che sostiene la campagna, Van Johnson il sardonico manager della campagna. Grande intrattenimento.

La battaglia d’Inghilterra

Da uno specialista in western all’italiana, un dignitoso – per quanto poco originale – film bellico. Un gruppo di sabotatori tedeschi, appropriatosi delle piastrine e dei documenti di riconoscimento di alcuni soldati inglesi, si infiltra nelle truppe alleate in ritirata e raggiunge l’Inghilterra con il compito di distruggere le postazioni radar britanniche.
(andrea tagliacozzo)

Bastogne

Nel dicembre del ’44, una divisione dell’esercito americano rimane bloccata nella sacca di Bastogne, al confine belga, assediata dai tedeschi e priva di rifornimenti. Scritto da uno dei veri protagonisti dell’episodio (Robert Pirosh), uno straordinario film bellico, privo della retorica delle pellicole di propaganda realizzate a Hollywood qualche anno prima. A fare la differenza sono soprattutto l’acuta indagine psicologica dei personaggi e la stilizzata regia di William Wellman. Due Oscar: per la sceneggiatura e per la fotografia in bianco e nero (anche se in seguito, purtroppo, il film è stato colorato al computer).
(andrea tagliacozzo)

L’ammutinamento del Caine

Duramente provato da molti anni di guerra, il comandante di un dragamine soffre di un grave esaurimento nervoso che cerca di mascherare tiranneggiando l’equipaggio. Durante un tifone, il suo secondo si ammutina e rileva il comando della nave. Eccellente Bogart nella parte del comandante nevrotico. Buona anche la prova di Van Johnson nei panni del suo giovane secondo. Poco ispirata, invece, la regia di Edward Dmytryk, reduce dalle persecuzioni maccartiste.
(andrea tagliacozzo)

Divorzio all’americana

Commedia molto divertente: Van Dyke e la Reynolds incontrano più problemi di quanto immaginassero mentre cercano di divorziare. I protagonisti sono bravi come raramente accade per ruoli così originali. Scritto da Norman Lear, nominato all’Oscar per la sceneggiatura.

Missione segreta

Durante la seconda guerra mondiale, un pilota americano partecipa, assieme alla squadriglia della quale fa parte, a un massiccio attacco aereo contro alcuni obiettivi strategici giapponesi. Una spettacolare (e patriottica) pellicola di guerra, sceneggiata da Dalton Trumbo (che qualche anno, ironia della sorte, dopo verrà inquisito dalla commissione per le attività anti-americane presieduta dal senatore McCarthy). Van Johnson (all’epoca ventottenne) è l’eroico aviatore, mentre Spencer Tracy compare brevemente nella parte del generale Doolittle. Il film si aggiudicò l’Oscar per gli effetti speciali.
(andrea tagliacozzo)