Il mafioso

Un siciliano trapiantato a Milano torna al paese natio per le vacanze assieme alla bella moglie milanese e alle figlie. L’uomo viene costretto dalla mafia, alla quale è a malincuore legato, a partire in gran segreto per gli Stati Uniti per compiere un omicidio. Eccellente la regia di Alberto Lattuada che riesce a dare una ricca e inquietante descrizione della Sicilia senza ricorrere a troppo abusati luoghi comuni. A dir poco straordinario Alberto Sordi nei panni di un personaggio totalmente distante dai suoi precedenti.
(andrea tagliacozzo)

I mostri

Venti divertentissimi episodi (alcuni molto brevi, altri più lunghi e corposi), che satireggiano sui miti e le contraddizioni della società italiana dei primi anni Sessanta, con due interpreti, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, in forma davvero strepitosa. Autori della sceneggiatura, tratta da un soggetto di Age-Scarpelli-Petri, sono Ettore Scola (all’epoca non ancora regista) e Ruggero Maccari. Straordinario l’ultimo segmento, curiosa (e cattivissima) miscela tra comico e patetico.
(andrea tagliacozzo)