Arizona Junior

Commedia formidabilmente eccentrica su una strana coppia (Cage nei panni di un rapinatore cronico di minimarket e la Hunter in quelli di un ex ufficiale di polizia) che, non potendo avere un bambino proprio, decide di rapire uno fra cinque gemelli. Un senso dell’umorismo così aggressivamente stravagante potrà non essere per tutti i gusti, ma è un inebriante mix di ironia e “slapstick”. Attenzione alle scene di inseguimento! Scritto da Ethan e Joel Coen; vivace fotografia di Barry Sonnenfeld e musica di Carter Burwell.

Una vedova allegra, ma non troppo

Un killer della mafia viene ucciso dal proprio boss che l’ha colto in flagrante con la sua amante. La moglie del primo, rimasta vedova, decide di trasferirsi con il figlio a New York, ignara d’essere costantemente controllata da due agenti dell’FBI. Una curiosa commedia che, dopo un inizio stentato, prende rapidamente quota anche grazie all’apporto degli interpreti, tutti in grande forma, tra i quali lo stralunato e divertentissimo Matthew Modine, nei panni di uno dei poliziotti, e la bellissima Michelle Pfeiffer. Bravi anche Dean Stockwell (candidato all’Oscar) e Mercedes Ruehl, i quali non di rado rubano la scena ai due protagonisti. Ottima la regia di Jonathan Demme che, come al solito, fa un buon uso della nutrita colonna sonora. (andrea tagliacozzo)

Bull Durham

Un’appassionata di baseball all’inizio di ogni stagione sceglie un giovane campione, il migliore della squadretta dei dilettanti dei Durham Bulls, per allenarlo a modo suo allo sport, alla poesia e soprattutto all’amore. Quando all’orizzonte si presenta il promettente «Nuke» non ha esitazioni: sarà lui il prescelto. Una divertente e intelligente commedia sullo sport preferito dagli americani, diretto da un esperto del genere e interpretato da un trio d’attori in grande forma. Particolarmente credibile nel ruolo Kevin Costner, che ha un passato da giocatore dilettante. Tim Robbins (all’epoca ancora poco conosciuto) e Susan Sarandon diventeranno marito e moglie. Costner tornerà sull’argomento nel seguente
L’uomo dei sogni
e, undici anni più tardi, nel bellissimo
Gioco d’amore
di Sam Raimi.
(andrea tagliacozzo)

Una donna: una storia vera

Divorziata, madre di tre figli, l’ancor giovane Marie, grazie all’intercessione di un suo ex compagno di scuola, trova un posto all’interno del ministero della Giustizia. Raggiunta in breve tempo una posizione di riguardo, la donna si accorge di essere stata usata a sua insaputa dall’amico e dal Governatore per i loro loschi scopi. Film di solido professionismo, ma prevedibile, ispirato, come suggerisce il titolo, a un fatto realmente accaduto. Ottima l’interpretazione di Sissy Spacek (candidata con poca fortuna all’Oscar).
(andrea tagliacozzo)

Labirinto mortale

La McGillis, che ha appena perso il lavoro dopo essere stata marchiata come sovversiva durante il Maccartismo, si trova invischiata in una strana e segretissima trama spionistica, e poco alla volta convince l’agente federale Daniels di essere su qualcosa di grosso. La ricostruzione d’ambiente della New York negli anni Cinquanta è finemente curata e assicura un buon avvio, poi il film butta via la sua pertinenza (e credibilità) in un finale melodrammatico molto hitchcockiano alla Grand Central Station… lasciando buchi narrativi e domande senza risposta. Una vera delusione da parte dello sceneggiatore — ex lista nera — Walter Bernstein. Patinkin è straordinario nel ruolo del procuratore alla Roy Cohn.