Viva l’Italia

Garibaldi sbarca in Sicilia e sconfigge a più riprese i borbonici fino alla battaglia decisiva sul fiume Volturno, quando il re di Napoli ha già abbandonato la città. Rivisto oggi, a un’attenta, serena e sana analisi,
Viva l’Italia
di Roberto Rossellini appare un film assai meno ingessato e imbarazzante di quanto le necessità celebrative che furono all’origine della produzione potrebbero far supporre. Il bisogno dell’autore di
Roma città aperta
di inaugurare la fase più divulgativa e informale della sua opera trova qui e nel successivo Vanina Vanini una piena espressione, anche se all’epoca – e per tutto il periodo delle produzioni televisive – l’intenzione non fu sufficientemente compresa. Rossellini desiderava lasciarsi alle spalle un’esperienza irripetibile che, a suo giudizio, era sorpassata dall’affermarsi del nuovo mezzo. Il film è accostabile a un’illustrazione cinematografica delle pagine e dei momenti salienti di un sussidiario scolastico sul Risorgimento. Eppure la modernità di
Viva l’Italia
sta tutta nella sua retorica oleografica, intesa come elemento caratterizzante di una performance storica distanziata, volutamente esteriore e propagandistica proprio nel suo chiaro intento didattico. E allo spettatore odierno non può non rivelare, con straniante lucidità, i limiti di un discorso oggettivato dal ricorso agli stessi luoghi comuni della storiografia ufficiale.
(anton giulio mancino)

Johnny Suede

Pitt è perfettamente entrato nella parte di Johnny Suede, che sfoggia una stupenda banana alla Pompadour e sogna la celebrità come cantante pop alla Ricky Nelson. Un filmino intelligente, decisamente malinconico: si esprime al meglio nel mettere in contrasto il mondo di sogno di Johnny e la realtà che lo circonda.

Benvenuti a Woop Woop

Un truffatore americano (Schaech) fugge verso l’entroterra australiano, dove incontra un’autostoppista affamata di uomini che lo conduce nella remota comunità di Woop Woop. L’australiano Taylor ha l’oltraggioso ruolo del suocero di Schaech, tirannico, squilibrato e amante dei musical di Rodgers e Hammerstein. Una farsa abrasiva e aggressiva dal regista di Priscilla, la regina del deserto. 2.35 Research PLC.