Le due orfanelle

Tratto dal lavoro teatrale di Adolphe d’Ennery e Eugène Cormon, già portato sullo schermo da David W. Griffith (1921) e dal francese Maurice Tournee (1933). Enrichetta conduce a Parigi la sua amica Luisa, una ragazza cieca con cui è cresciuta e che ama come una sorella, con la speranza di farle riacquistare la vista. Ma un marchese libertino, innamoratosi di Enrichetta, la rapisce, lasciando la sua amica sperduta e senza guida. Buona la regia di Gallone e l’interpretazione delle due giovani dive.
(andrea tagliacozzo)

47 morto che parla

Totò è Antonio Peletti, ricco e avarissimo barone che ha ereditato dal padre una fortuna in monete d’oro. Secondo il testamento paterno, però alla sua morte, Antonio dovrebbe lasciare metà del tesoro di famiglia al Municipio e l’altra metà al figlio Gastone. Ma il barone nega l’esistenza del testamento e caccia di casa Gastone. Da una commedia di Ettore Petrolini, uno dei film meno felici di Totò, stranamente frenato da un testo più rigoroso rispetto ai canovacci a cui era solitamente abituato. (andrea tagliacozzo)

La ragazza del Palio

Commediola di stampo prettamente turistico. Un bella ragazza americana vince a un telequiz un viaggio premio in Italia. A Siena, la giovane conosce un galante principe che, credendola una miliardaria, comincia a farle la corte. La procace Diana Dors fu lanciata negli anni Cinquanta come la Marilyn Monroe inglese.
(andrea tagliacozzo)

Tormento

Per sottrarsi ai maltrattamenti della matrigna, una ragazza decide di seguire il fidanzato a Milano. Ma il giovane, ingiustamente accusato di omicidio, finisce in carcere. Ma lei è in attesa di un figlio. Quando il padre scopre le faccenda muore di creapacuore. La ragazza viene separata dalla bambina. Ma alla fine lui dimostra la sua innocenza e la famigliola si riunisce. Un melodramma di grande successo, diventato ormai un classico nel suo genere grazie all’abilità del regista Matarazzo nel gestire un materiale che in altre mani avrebbe rischiato di scivolare nel ridicolo. Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson, già all’opera con Matarazzo nel fortunato
Catene
, torneranno agli ordini del regista l’anno seguente ne
I figli di nessuno
.
(andrea tagliacozzo)