Il giardino di Allah

Storia romantica palesemente sciocca sullo sfondo del deserto algerino. Dialoghi pungenti, occhiate tormentate, belli i vestiti della Dietrich, così esotici. Spettacolare il lavoro in technicolor di Greene e Rosson, che è valso un Oscar. Il film non è un granché.

Il giardino di Allah

Su un treno che la conduce al deserto algerino, una bella e ricca vedova conosce un giovane russo che, a causa di una profonda crisi morale, ha passato un lungo periodo in convento. I due s’innamorano e, dopo breve tempo, decidono di sposarsi. Tipico esempio di esotismo hollywoodiano, spettacolare ma totalmente falso, reso memorabile dalla fotografia a colori di W. Howard Greene e Harold Rosson (premiati con un Oscar speciale).
(andrea tagliacozzo)