Hollywood Hotel

La sciocca ed esile storia di Powell che, pur avendo vinto un concorso per nuovi talenti a Hollywood, fatica a trovar posto nel firmamento delle star. Sorretto dalla brillante colonna sonora di Johnny Mercer e Richard Whiting, comprendente Hooray for Hollywood nonché vari numeri storici della band (Sing Sing Sing) e del quartetto di Benny Goodman (con Gene Krupa, Lionel Hampton e Teddy Wilson). Ronald Reagan fa una breve apparizione come annunciatore radiofonico.

San Francisco

Intrattenimento di prima categoria con una produzione altamente sontuosa. Jeanette esagera un po’ nel ruolo di una bellezza di San Francisco, ma la musica, la prova di Tracy e la scena clou del terremoto sono ancora belle. In origine c’erano sequenze del Golden Gate Bridge in costruzione; altre immagini di San Francisco montate con ritmo furono cambiate in una successiva versione. Sceneggiatura di Anita Loos. Esiste anche in versione colorizzata al computer. Un Oscar e altre cinque nomination.

Amore folle

Un famoso chirurgo opera un pianista, che ha perso le mani in un incidente, donandogli gli arti di un assassino giustiziato. Il succedersi improvviso di alcuni omicidi convince il musicista di essere un ignaro e involontario assassino. Classico dell’orrore, elegante versione hollywoodiana dell’espressionismo tedesco (Karl Freund fu direttore della fotografia per Fritz Lang e Murnau), tratto dal romanzo «Le mani d’Orlac» di Maurice Renard, a cui anche Edmond Greville si ispirò nel 1960 per girare
Le mani dell’altro.
(andrea tagliacozzo)