Superman – Il film

Versione multimiliardaria del popolare personaggio dei fumetti creato nel ’33 da Jerry Siegel, primo episodio di una lunghissima serie. Superman, spedito sulla Terra ancora in fasce dal pianeta Krypton, viene accolto e cresciuto da una famiglia di contadini, i coniugi Kent. Diventato adulto, il giovane, dotato di poteri sovrumani che si guarda bene dal rivelare, arriva a New York dove si fa assumere come giornalista nel prestigioso Daily Planet. Forse eccessivo nella sua durata e diretto con poca fantasia da Richard Donner (in seguito regista della serie Arma letale ), ma tutto sommato divertente, con un Christopher Reeve perfettamente a suo agio nella calzamaglia rossa e blu del protagonista. Budget colossale (35 milioni di dollari, 3 dei quali finiti nelle tasche di Marlon Brando per la sua fugace apparizione) ma incassi altrettanto stratosferici. (andrea tagliacozzo)

Ricominciare ad amarsi ancora

Harry e Sue, coniugi di mezza età, sono in crisi. Il loro matrimonio sembra arrivato al capolinea. Lui torna a fare visita al vecchio quartiere del Bronx, dove ha passato gli anni di gioventù. I ricordi cominciano a riaffiorare: si rivede giovane e senza un soldo fidanzato alla ricca Sue contro il volere dei genitori di lei. Il film, inutile e artificioso, si ricorda soprattutto per l’esordio della ventiduenne Michelle Pfeiffer.
(andrea tagliacozzo)

Il segno del potere

Da un romanzo di Wilbur Smith. Un gruppo internazionale di finanzieri vuole far salire il prezzo dell’oro distruggendo con un’inondazione la miniera sudafricana di Sonderditch. L’ingegnere Rod Slater viene usato per lo scopo a sua insaputa. Roger Moore è carismatico, il resto del cast è di prestigio, ma il film è troppo prolisso e mediocremente diretto. L’anno dopo, Peter Hunt tornerà a dirigere Moore in
Ci rivedremo all’inferno,
altro film tratto da un romanzo di Wilbur Smith.
(andrea tagliacozzo)

I lunghi giorni delle aquile

Le forze aeree naziste bombardano l’Inghilterra in vista di una prossima invasione. Lo scontro tra l’aviazione tedesca e quella britannica è impari: mentre la prima può contare su 2500 apparecchi, la seconda non possiede che seicento unità. Tuttavia l’abilità dei piloti inglesi riesce a evitare la disfatta. Sia la trama che la psicologia dei personaggi sono ridotte al minimo per fare spazio agli spettacolari duello aerei girati in Panavision (poco apprezzabili sul piccolo schermo).
(andrea tagliacozzo)

Images

Una donna sposata, vittima di un esaurimento nervoso che la sta rapidamente portando verso la schizofrenia, si rifugia per un periodo di riposo nella casa dove è nata e cresciuta. I fantasmi del suo passato improvvisamente riaffiorano. Una pellicola di non facile lettura, ma molto affascinante. Gran parte della riuscita del film è da attribuire alla bravura di Susannah York, che vinse il premio come miglior attrice al Festival di Cannes del 1972. (andrea tagliacozzo)

Melancholia

A Londra, David, ex sessantottino tedesco, attraversa una crisi esistenziale che lo ha portato sulle soglie dell’alcolismo. Quando sembra deciso a reagire, accettando l’offerta di un’amica di trasferirsi per un lungo periodo in Italia dove potrà terminare un libro rimasto incompiuto, l’uomo viene contattato da un vecchio amico che lo incarica di eliminare un ex aguzzino nazista. Pretenzioso e poco accattivante, nonostante la presenza di due interpreti del calibro di Jeroen Krabbe e Susannah York.
(andrea tagliacozzo)

Un uomo per tutte le stagioni

Splendido film tratto dal lavoro teatrale di Robert Bolton sul conflitto personale di sir Thomas More quando Enrico VIII chiede il suo supporto nello scisma con il Papa e nella creazione della chiesa anglicana. La generosa interpretazione di Scofield incontra un cast superbo, una vivace atmosfera. Sei Oscar: miglior attore, regia, film, sceneggiatura (Robert Bolt), fotografia (Ted Moore), costumi. Rifatto per la tv nel 1988, con Charlton Heston.

Un colpevole senza volto

Pittoresco dramma d’altri tempi, incentrato sull’onore tra i lancieri del Bengala e sull’abuso subito dalla vedova (S. York) di un ufficiale. Troppo impettito per intrattenere e anche troppo recente per essere considerato un film d’epoca; tuttavia, le interpretazioni delle star ne compensano i difetti.