Qualcosa di personale

Una giovane donna ambiziosa va a lavorare in una stazione televisiva di Miami con un veterano del giornalismo il quale deve formarla professionalmente e incitarla a diventare una perfetta reporter. Man mano che la loro relazione sboccia entrambi realizzano che per lei si avvicina il momento di andare avanti e aspirare a qualcosa di meglio per conseguire il successo nella televisione. Questa parafrasi di È nata una stella non ha nulla di eccezionale se non la Pfeiffer che alla fine dice “Qui è Mrs. Norman Maine”, eppure tutto funziona grazie al carisma degli interpreti. Sceneggiatura di Joan Didion e John Gregory Dunne. Una nomination agli Oscar per la miglior canzone.

Twilight

Newman, per fare un favore a un suo vecchio amico (Hackman) si ritrova implicato fino al collo in una storia di omicidio e complotto, quando gli scheletri escono dall’armadio. Storia investigazione privata in vecchio stile, ambientata a Los Angeles. Newman è in ottima forma, circondato da un bel cast, ma il film non ha lampi né slancio e neppure un punto di vista originale. Benton ha co-sceneggiato con Richard Russo, ma non c’è confronto con La vita a modo mio, la loro precedente collaborazione (sempre con Newman).

Grease

Grease

Diretto da Randal Kleiser nel 1978, Grease è considerato uno dei film più celebri della storia del cinema. Tratto dall’omonimo musical di Jim Jacobs e Warren Casey, le vicende sono ambientate negli anni ’50. Danny Zuko (John Travolta) e Sandy Olsson (Olivia Newton-Jones) sono due adolescenti che hanno avuto una romantica storia estiva. Alla fine delle vacanze, tuttavia, i due sono costretti a dirsi addio, in quanto Sandy deve tornare in Australia, suo Paese natio.

mame spettacolo GREASE - STASERA IN TV L'INTRAMONTABILE MUSICAL spiaggia
Danny e Sandy all’inizio del film

Ma c’è un imprevisto: la famiglia di Sandy cambia improvvisamente programma e la ragazza si iscrive alla Rydell High School, la stessa scuola che frequenta Danny. I due si rincontrano perciò inaspettatamente, ma in un contesto ben diverso dalle spiagge in cui si sono conosciuti. Il ragazzo, infatti, ha la fama di essere un “duro” e uno sciupafemmine, perciò non vuole mettere a rischio la sua reputazione rivelando i suoi veri sentimenti per Sandy. Eppure, al cuor non si comanda: i due, completamente diversi l’uno dall’altra, cercano comunque di stare insieme. Ci riusciranno oppure ognuno dovrà tornare alla propria vita? Tra musica e avventure, i due ragazzi impareranno a crescere, accettando di conseguenza i cambiamenti nei loro percorsi.

Curiosità

mame spettacolo GREASE - STASERA IN TV L'INTRAMONTABILE MUSICAL cast
Parte del cast di Grease
  • La colonna sonora del film è rimasta al primo posto in classifica in molti Paesi per diverse settimane.
  • I duetti Summer Nights e You’re The One That I Want appaiono rispettivamente al ventunesimo e all’ottavo posto ancora nel 2002.
  • Inoltre, la canzone Hopelessly Devoted To You ha ottenuto il premio Oscar 1979 come miglior canzone originale.
  • Con un budget di 6 milioni di dollari, il film ha incassato a livello mondiale quasi 400 milioni di dollari.
  • La sorella maggiore di John Travolta, Ellen Travolta, appare nel musical nella scena in cui le cameriere del Frozen Palace guardano in tv la diretta del ballo della scuola. Lei è quella sulla sinistra.
  • Nel 1988 si diffuse Den Zuk, un virus informatico che prende il nome dal protagonista di Grease.
  • Inizialmente, la parte di Danny Zuko fu affidata a Henry Winkler, che ha interpretato Fonzie in Happy Days. Tuttavia, l’attore rifiutò il ruolo, pentendosene poi amaramente. Si pensò anche a Patrick Swayze, ma a causa dei suoi problemi fisici alla fine fu scelto Travolta.
  • Ne doppiaggio italiano della scena della corsa automobilistica c’è un errore di traduzione. Infatti, Leo dice a Danny di correre per le Pink Ladies, cioè le loro compagne di scuola. Invece, in lingua originale la parola “pinks” si riferiva ai certificati che gli automobilisti dovevano avere se possedevano auto da corsa.
  • I pantaloni che Olivia Newton-Jones indossa nella scena finale le furono cuciti addosso.

Due uomini e una dote

In attesa del divorzio, un giovane fa sposare la sua ragazza, una ricca ereditiera, ad un amico. Ma una volta giunti in California, i due compari decidono di eliminare la giovane e godersi la dote. I loro ripetuti tentativi si rivelano maldestri, se non esilaranti. Alle prese con una commedia strampalata e due ruoli quasi da macchietta, Warren Beatty e Jack Nicholson si adeguano al tono del film, gigioneggiano e si divertono. Mike Nichols (regista de
Il laureato
) aveva già diretto Nicholson nel 1971 in
Conoscenza carnale
.
(andrea tagliacozzo)

Le divorce – Americane a Parigi

Un cast di tutto rispetto si trova in difficoltà in questa “comedy of manners” assai esile sulla condizione sessuale e sentimentale di un’inesperta americana a Parigi (Hudson) e della di lei sorella (Watts), incinta e abbandonata. Un sacco di complicazioni nella trama non aggiungono molto, e l’opportunità di sondare le differenze culturali fra americani e francesi va sprecata. La sceneggiatura di Ivory e Ruth Prawer Jhabvala è tratta dall’apprezzato romanzo di Diane Johnson. Panavision.

Partnerperfetto.com

Sarah è una bella trentenne. Ma sta passando un momento difficile. Si è appena separata dal marito e non riesce a trovare un uomo interessante. Un giorno sua sorella Carol le suggerisce di inserire il proprio profilo nel database di un sito per appuntamenti, perfectmatch.com. Dopo una serie di appuntamenti bizzarri, Sarah incontra Jake e le cose finalmente prendono la giusta piega.

Anything Else

Jerry Falk, un aspirante scrittore che tira avanti stendendo copioni per cabarettisti notturni, attraversa un grave momento di crisi. L’incapacità di imporsi è alla base dei suoi problemi e dei suoi fallimenti professionali, questi ultimi dovuti in parte al comportamento da cialtrone del suo agente, Harvey. Anche il rapporto con una nuova compagna, Amanda, inizia all’insegna della vigliacchieria e risente delle sue frustrazioni. La ragazza inoltre scarica sul neo fidanzato tutti i suoi problemi e le sue insicurezze, costringendolo a vivere con la madre Paula, alcolista e cocainomane. Un giorno Jerry incontra casualmente David Dobel, uno scrittore sessantenne che sembra aver superato le sue nevrosi. I due diventano amici e, attraverso l’aiuto e i consigli del collega più anziano, Jerry riuscirà a capire la vera causa dei suoi problemi e a prendere la vita così com’è.
Ancora una volta Woody Allen ha portato un suo film a un grande festival europeo. Dopo Hollywood Ending a Cannes, Anything Else a Venezia. Presentato fuori concorso all’apertura della Mostra, ha conquistato pubblico e critica a riprova dell’ineusaribile creatività del regista. La pellicola costituisce una svolta nelle tematiche affrontate dell’autore newyorkese. Si assiste, infatti, al chiaro tentativo di passare simbolicamente il testimone a una non ben definita prole artistica rappresentata qui da Jason Biggs (già protagonista di American Pie) e Christina Ricci. I temi tipici del regista ci sono tutti: il jazz, Manhattan, l’amore per il cinema, la paura della morte, gli analisti incapaci e le nevrosi sessuali. Questa volta però non è Allen a portarli sulla scena ma un attore di quarant’anni più giovane che rappresenta in qualche modo il suo alter ego. Il regista diventa così spettatore delle sue ansie tipiche, incarnando una figura paterna e una guida spirituale per l’inesperto ragazzo. Battute al vetriolo e citazioni colte fanno del personaggio di David una figura irresistibile intepretata da un Allen in forma smagliante. Insomma, un cambio di prospettiva che vorrebbe concentrare l’attenzione sulle dinamiche della coppia Biggs/Ricci, ma che invece accentua ancora di più le abilità e la simpatia del vecchio personaggio alleniano. Di qui, la constatazione che il tentativo di rinnovamento sia in parte fallito. Ma nulla di tutto ciò pregiudica il risultato finale. La pellicola è un evidente saggio di bravura e di stile (sequenze multiple e ammiccamenti allo spettatore compresi) soprattutto per coloro che hanno amato il filone delle commedie serie/romantiche (da Io e Annie a Manhattan). Unica nota stonata nel coro, una Christina Ricci meno energica del solito, quasi ridimensionata. La battuta più memorabile del film? «Ti masturbi? Io preferisco fare sesso. Ieri sera mi sono messo su una cosetta a tre: io, Marilyn Monroe e Sophia Loren. Credo, tra l’altro, che fosse la prima volta che le due grandi attrici apparissero insieme». (emilia de bartolomeis)

Il grande odio

Nel 1943, Jack, in procinto di partire per la guerra che infuria in Europa, provoca accidentalmente la morte del padre della ragazza che ha appena sposato. In Italia assieme al proprio reggimento, Jack stringe amicizia con il commilitone Martin, senza sapere che questi è il fratello della moglie, arruolatosi per vendicare il defunto genitore. Dramma a tinte forti, a tratti eccessivamente melodrammatico, ma reso sufficientemente interessante dalla prova dei due protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Il club delle prime mogli

Tre compagne di università si ritrovano dopo anni al funerale di un’amica e scoprono di avere qualcosa in comune: mariti che le hanno scaricate. Prevedibile ma pur sempre gradevole, grazie alle tre vivaci protagoniste e a un superbo cast di supporto. Tratto dal romanzo di Olivia Goldsmith, qui un po’ ammorbidito. Heather Locklear appare non accreditata. Una nomination all’Oscar per la musica.