La figlia del vento

La Davis vinse il suo secondo Oscar nel ruolo della tempestosa bella sudista che va troppo oltre nell’ingelosire il fidanzato Fonda; anche la Bainter ha ottenuto un Oscar nel ruolo della comprensiva zia della Davis. Bella produzione, eccellente l’intero cast. John Huston è uno degli sceneggiatori. Disponibile anche in versione colorizzata al computer.

Arriva John Doe

Studio sociale troppo lungo ma interessante, con l’ingenuo Cooper assunto per stimolare una spinta di buona volontà nazionale a beneficio del politico corrotto Arnold. Il prolisso idealismo non può cancellare gli ottimi personaggi; non mancano i soliti tocchi alla Capra inneggianti al populismo. Praticamente tutte le copie esistenti (dalla seconda uscita) durano 123 minuti. Disponibile anche in versione colorizzata.

Infedeltà

Superbo adattamento del romanzo di Sinclair Lewis: un industriale americano di mezza età si ritira e va in Europa, dove insieme alla moglie scopre valori e nuove relazioni. Scritto con intelligenza (da Sidney Howard), girato con gusto e molto ben recitato, con Huston che recupera il ruolo già interpretato a Broadway. Debutto cinematografico per John Payne (accreditato come John Howard Payne) con una piccola parte. Oscar per le scenografie d’interni (Richard Day). Un film hollywoodiano insolitamente maturo, da non perdere.

Il castello di Dragonwyck

Esordio alla regia di Joseph L. Mankiewicz, subentrato a Ernst Lubitsch (che purtroppo morirà un anno più tardi). Nel 1844, un ricco e tirannico latifondista di origini olandesi uccide la propria moglie, incapace di dargli il sospirato erede, e sposa una squattrinata cugina. La ragazza partorisce un bambino, che però non riesce a sopravvivere. L’uomo, amareggiato, medita di sopprimere anche la nuova consorte. Un film dalle atmosfere inquietanti, scritto dallo stesso Mankiewicz a partire da un racconto di Anya Seton.
(andrea tagliacozzo)