M. Butterfly

Un Cronenberg sorprendentemente debole e convenzionale adatta il lavoro teatrale vincitore del Tony di David Henry Hwang sulla relazione stranamente lunga fra un diplomatico francese e una diva/spia cinese che riesce a nascondergli di essere un uomo. I primi piani svelano spudoratamente la mascolinità di Lone. È sintomatico che le trame politiche e perfino lo stanco matrimonio di Irons risultino più avvincenti dello stratagemma principale.

Benvenuti in paradiso

Nel 1937, a Los Angeles, l’ex sindacalista Jack McGurn trova lavoro in una sala cinematografica del quartiere giapponese. Il giovanotto s’innamora di Lily, la giovane e graziosa figlia del suo datore di lavoro, e, sebbene la famiglia lei non sia d’accordo, i due si sposano. Nel 1941, all’indomani dell’attacco di Pearl Harbour, Lily, come altri suoi connazionali, finisce in un campo di concentramento. Ben interpretato dai due protagonisti, il film finisce per risentire dell’approccio freddo e accademico del regista a una storia che avrebbe meritato un maggior coinvolgimento emotivo.
(andrea tagliacozzo)