Extreme Measures – Soluzioni estreme

Un medico del pronto soccorso fiuta qualcosa di losco dopo che un morto scompare misteriosamente dai registri dell’ospedale. Questo thriller su una cospirazione medica inizia piuttosto bene, ma poi scade nell’ovvio e nel superficiale. Grant interpreta qui una delle sue parti migliori nelle vesti di uno zelante dottore; la sua ragazza dell’epoca, Elizabeth Hurley, ha prodotto la pellicola. Il regista David Cronenberg è l’avvocato dell’ospedale. 

Ed Wood

Vera storia di Ed Wood jr., «il peggior regista di tutti i tempi», eterosessuale con la passione del travestitismo. Wood mette su una compagnia di collaboratori sfigatissimi e coinvolge il vecchio Bela Lugosi, divo dell’horror ormai distrutto dalla droga, per realizzare
Plan 9 from Outer Space
. Uno dei migliori film sul cinema degli ultimi decenni. L’«adolescente» Burton ci regala un (auto)ritratto adulto e quasi esorcistico, un canto d’amore al cinema e a tutti i loser, i freak e i non riconciliati. Magicamente, Burton evita ogni effetto-nostalgia e ogni sarcasmo snobistico. Wood/Depp è fratello degli adolescenti dark e dei ragazzi-ostrica, e Ed Wood è per Burton quello che
La camera verde
è stato per Truffaut (altro regista-fanciullo): un impietoso confronto con la propria necrofilia-cinefilia. Geniale, e lucidissimo, il confronto finale di Wood con Orson Welles. Per capire quale possa essere un atteggiamento «giusto» verso il mass-cult infimo, e come quietamente se ne possa cogliere la poesia, rimane indimenticabile il monologo di Martin Landau (un Bela Lugosi straordinario), specie in versione originale.
(emiliano morreale)

Hollywood, Vermont

Waterford è una tranquilla cittadina americana del Vermont. C’è la Main Street, c’è il medico condotto che ha una parola per tutti, c’è la libraia con ambizioni teatrali, c’è l’idealista, noioso e sotto sotto farabutto, fidanzato con la libraia… La tranquilla vita della tranquilla cittadina viene però momentaneamente sconvolta dalla produzione di un film hollywoodiano che, per questioni di budget, lascia il precedente set nel New Hampshire e cerca di ricrearne un altro qui. Lo sceneggiatore, esordiente e promettente, ha già pronto il copione che, però, deve adattarsi al nuovo set. Il film è ambientato nell’Ottocento. Con la stazione dei pompieri e il vecchio mulino. Ma il vecchio mulino è andato a fuoco quarant’anni prima e lo sceneggiatore deve cambiare anche il titolo del film,
The Old Mill,
il vecchio mulino. C’è l’attrice, bionda e nevrotica, che si rifiuta di mostrarsi nuda. Ma si infila nel letto dello sceneggiatore. E poi in quello del primo attore che di solito va con le ragazzine… E si becca, l’attore (Alec Baldwin), una denuncia per stupro di minorenne. C’è il regista cinico che cerca di mettere tutti d’accordo e di risparmiare e c’è il produttore che deve inserire uno sponsor (una società informatica con sito Internet) nel film dell’Ottocento…

Satira feroce del mondo del cinema, questo film di David Mamet. Ne escono simpaticamente a pezzi tutti i protagonisti, il bravo regista, la bella attrice, il cinico produttore, il fascinoso attore borioso e laido, il sindaco sciocco (e l’ancor più sciocca la moglie del sindaco), il consigliere comunale corrotto… Come dire che i cattivi non sono solo a Hollywood. Indenni da grettezze e calcoli solo la libraia e il tenero sceneggiatore paladino (con qualche tentennamento) dei buoni sentimenti. Molte le citazioni cinematografiche, un po’ facile la satira contro questo mondo amorale, sostenuta, però, da una frizzante sceneggiatura (quella vera…), battute azzeccate, trovate divertenti.

Footloose

Il giovane Ren (Kevin Bacon) si trasferisce da Chicago alla piccola cittadina di Bomont dove, per ordine del locale reverendo (John Lithgow), il ballo e la musica rock stati sono messi al bando. Con l’aiuto della figlia del religioso (Lori Singer), il ragazzo si scontra contro tutto e contro tutti per far abolire l’assurdo provvedimento. La trama, un po’ lineare e ingenua, è tenuta in piedi dalla regia di mestiere di Herbert Ross.
(andrea tagliacozzo)

Sex And The City

Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker), l’autrice di successo e l’icona della moda della

porta accanto che tutti amano, è tornata con la sua ironia, più tagliente che mai, mentre continua a raccontare storie sul sesso, l’amore e le donne single di New York ossessionate dalla moda. Sex and the City ritrova Carrie, Samantha (Kim Cattrall), Charlotte (Kristin Davis) e Miranda (Cynthia Nixon) dopo la conclusione della fortunata serie televisiva, mentre le nostre amiche preferite continuano a barcamenarsi nel lavoro e nelle relazioni affrontando la maternità, il matrimonio e il mercato immobiliare di Manhattan.

Sex And The City 2

Cosa accade dopo aver pronunciato il fatidico “sì”? Le nostre eroine hanno realizzato i loro desideri più importanti, ma non sarebbe Sex and the City se la vita non serbasse qualche sorpresa in più… e questa volta sotto le spoglie di un’avventura ‘glamour’ e assolata che le porta via da New York verso uno dei luoghi più sontuosi, esotici e coloriti della terra, dove le feste non finiscono mai e dietro ad ogni angolo si nasconde qualcosa di misterioso. Una fuga che arriva al momento propizio per le quattro amiche che si trovano a vivere – e combattere contro – i ruoli tradizionali imposti dal matrimonio, dalla maternità e altro.

La neve nel cuore

Il Natale è arrivato anche per la famiglia Stone. Kelly (Craig T. Nelson) e Sybil (Diane Keaton), insieme ai propri figli, la ribelle Amy (Rachael McAdams), il duro Ben (Luke Wilson), il muto e gay Thad (Tyrone Giordano), Susannah (Elizabeth Reaser) e il figliol prodigo Everett (Dermot Mulroney), che quest’anno presenterà a tutti la fidanzata Meredith (Sarah Jessica Parker), si apprestano a passare tutti insieme un felice periodo di feste nel New Jersey. Ma le cose non vanno proprio come Everett aveva auspicato. Il carattere rigido e orgoglioso di Meredith, forse un po’ sotto pressione perché in un ambiente a lei non usuale, non piace ai membri della famiglia, in particolar modo alle donne di casa. Messa alle strette, Meredith chiama in aiuto la sorella Julie (Claire Danes), sperando di trovare in lei una mediatrice e una complice per far breccia nell’ostile ma unito nucleo familiare. I risultati saranno disastrosi.
Una commedia dai forti toni sentimentali e dal taglio televisivo. Il secondo lavoro alla regia di Thomas Bezucha è una vicenda che ruba un po’ qua e un po’ là nella recente storia cinematografica hollywoodiana, farcendo il tutto con un eccessivo buonismo, a Natale magari tollerabile ma oggi sinceramente difficile da digerire. Una pellicola senza eccessive gemme interpretative in cui Sarah Jessica Parker ripropone il suo fortunato personaggio del telefilm ?Sex &The City,? Diane Keaton non delude ma nemmeno entusiasma, mentre una brava Rachel McAdams (vista di recente nel thriller ad alta quota di Red Eye di Wes Craven) dà ulteriore prova del suo talento anche in una commedia. Forse è questo il punto di forza del film, vedere tre generazioni di attrici l’una accanto all’altra. Non abbastanza per non rimanere delusi all’uscita del cinema. (mario vanni degli onesti)

Pazzi a Beverly Hills

Harris Telemaker, conduttore di un programma di metereologia, dopo aver perso il posto per aver sbagliato le previsioni del fine settimana, scopre che la fidanzata lo tradisce con il suo agente. Quando tutto sembra perduto, lo strano incontro con un tabellone stradale, che inizia miracolsamente a parlare con lui, gli dà la forza per ricominciare da capo. L’ottimo Steve Martin, autore anche della sceneggiatura, voleva realizzare un sincero atto d’amore verso Los Angeles, un po’ come aveva fatto Woody Allen con Manhattan per la sua New York; ma i toni troppo surreali a cui ricorre e qualche trovata discutibile tolgono mordente e spessore al film, diretto con stile anonimo da Mick Jackson. (andrea tagliacozzo)

Il club delle prime mogli

Tre compagne di università si ritrovano dopo anni al funerale di un’amica e scoprono di avere qualcosa in comune: mariti che le hanno scaricate. Prevedibile ma pur sempre gradevole, grazie alle tre vivaci protagoniste e a un superbo cast di supporto. Tratto dal romanzo di Olivia Goldsmith, qui un po’ ammorbidito. Heather Locklear appare non accreditata. Una nomination all’Oscar per la musica.

Ma come fa a far tutto?

Trentacinque anni ed una carriera in ascesa, questa è Kate Reddy, mamma di due bambini e sposata con un marito non sempre all’altezza. La vita di Kate è costellata di appuntamenti ed impegni, con i bambini, con le faccende domestiche, con una relazione clandestina “on-line” e con tutto il resto… Da un momento all’altro tutto potrebbe andare per aria, ma Kate è una tipa che non si arrende…

Mi gioco la moglie… a Las Vegas

Cage e la Parker decidono di cacciarsi nei guai — a Las Vegas — e lui perde lei sfidando il gangster Caan in una partita di poker truccata. La briosa farsa del regista-sceneggiatore Bergman contiene abbastanza capovolgimenti e humour assurdo da tener vivo il film dall’inizio alla fine… incluso un gruppo di “Elvis volanti”. La musica di Presley (interpretata da molte star, da Billy Joel a Bono) riempie la colonna sonora.