Un giorno alle corse

I fratelli Marx ne combinano di ogni genere in una clinica in cui la Dumont è la paziente principale, un’ipocondriaca perfettamente sana. Una commedia da risate grasse in cui troviamo alcuni dei più divertenti sketch del trio (Chico che vende consigli per le corse, la scena della seduzione, ecc.). Una storia piuttosto superficiale e alcune canzoni senza sapore gli impediscono di raggiungere il livello assoluto del suo immediato predecessore, Una notte all’opera, ma i contenuti comici sono sensazionali.

Delitti senza castigo

Questo precursore di Peyton Place conserva ancora la sua vivacità di sguardo su una città del Midwest nel periodo precedente la prima guerra mondiale, con i destini di parecchie persone che si intrecciano. La bellissima colonna sonora di Erich Wolfgang Korngold sostiene una produzione sfarzosa e buone caratterizzazioni. Da ricordare anche per l’interpretazione di Reagan, la sua migliore. Sceneggiatura di Casey Robinson, dal best-seller di Henry Bellamann. Disponibile anche in versione colorizzata.

L’idolo delle folle

Splendida biografia della star del baseball Lou Gehrig, in cui Cooper dà un’interpretazione eccellente; buono il supporto della Wright nel ruolo della moglie devota. La sequenza finale è davvero memorabile. Sceneggiatura di Jo Swerling e Herman J. Mankiewicz, e montaggio da Oscar di Daniel Mandell (ma ericevette ben dieci nomination in quasi tutte le categorie!). Vedere anche A Love Affair: The Eleanor and Lou Gehrig Story. Esiste anche in versione colorizzata.

Il ritorno del campione

Stewart è ottimo nei panni di Monty Stratton, il giocatore di baseball la cui perdita di una gamba non fermò la sua carriera; belle interpretazioni di tutto il cast, compresi i giocatori Dykes e Dickey. Vincitore dell’Oscar per il soggetto (Douglas Morrow); sceneggiatura di Morrow e Guy Trosper. Esiste anche in versione colorizzata al computer.

Addio Mr. Chips!

Donat vinse un meritatissimo Oscar per il suo memorabile ritratto di un timido professore che dedica la vita ai “suoi ragazzi” uscendo dal guscio solo quando incontra una donna (Garson). L’estrema lunghezza rema contro l’onestà di sentimento del film, ma grazie a Donat tutto merita. La pellicola d’esordio della Garson la rese una star all’istante. Tratto da un romanzo di James Hilton; sceneggiato da R.C. Sherriff, Claude West e Eric Maschwitz. Rifatto come musical nel 1969. Esiste anche in versione colorizzata.

Per chi suona la campana

La storia di Hemingway del mercenario americano Cooper che combatte per la Spagna con un variegato gruppo di contadini, fra cui la Bergman; azione tesa, bei colori, grandi scene d’amore e la meravigliosa colonna sonora di Victor Young. La Paxinou vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonista; ben alytre otto nomination. In origine 170 minuti; la versione restaurata dura 156 minuti.

Le tre donne di Casanova

Terza versione cinematografica (dopo quelle del ’30 e del ’39) della commedia Little Accident di Nunnaly Johnson. Un professore universitario si sposa con una giovane laureata, ma la madre della ragazza, contraria alla loro unione, riesce a farli separare. Quando sta per risposarsi con un’altra donna, l’uomo apprende che la prima moglie ha partorito una bambina. La sceneggiatura, un po’ fiacca, è parzialmente riscattata dalla divertente interpretazione di Gary Cooper. (andrea tagliacozzo)