Espiazione

Bryoni, una tredicenne appassionata di letteratura, osserva con curiosità la storia d’amore di sua sorella maggiore, Cecilia, con il fidanzato Robbie. Dopo aver accusato ingiustamente quest’ultimo di violenza sessuale, la ragazzina rovina la sua vita e quella della sorella. Per rimediare alla sua colpa, comincia scrivere un romanzo in cui racconta la verità.

As You Like It

Kenneth Branagh con questo Come vi piace è alla sua quinta regìa shakespeariana, dopo Pene d’amore perdute, Amleto, Enrico V e Molto rumore per nulla. Stavolta il regista ha deciso di ambientare il suo film nel Giappone della fine del secolo XIX, motivando la scelta anche con precise ragioni storiche. A suo dire, nel Giappone fine Ottocento esistevano enclave di stranieri, che, per motivi commerciali e industriali, avevano creato piccoli feudi intorno a dei treaty ports, ovvero porti con moli per il carico di merci come seta, riso e simili. Questi europei, commercianti ma anche avventurieri, avevano finito col riproporre una sorta di vita di corte occidentale, anche se influenzata dalla cultura locale.
Confesso la mia ignoranza storica in materia, ma riferisco anche per cercare di togliere quell’impressione di estraniamento e di pastiche postmodernista che il film mi ha dato. Che, comunque rimane, nonostante questa premessa storicizzante, per nulla convincente dal punto di vista artistico. As You Like It è una delle pièce di Shakespeare più difficili da trasporre in altre ambientazioni storiche, legata com’è a quel genere pastorale-idilliaco, tipico del contesto culturale dell’epoca, in cui rappresentava per altro un genere in esaurimento.
Ora, è vero che il genio di Shakespeare è capace, all’interno di una forma letteraria, di operare qualsiasi stravolgimento, ma quel che riesce al bardo nazionale non sempre si confà all’inventiva un po’ frettolosa e pasticciona di Branagh come regista (vedi anche Molto rumore per nulla). La sua giustificazione storicizzante sa di bizzarra trovata, di elegante formalismo esotico più vicino a Mikado (Gilbert&Sullivan) che non al teatro elisabettiano. As You Like It shakespeariano è un ibrido drammaturgico tra i più complessi da mettere in scena. Nasce come cupo dramma di potere, duplice come è duplice in altre opere di Shakespeare (si pensi al King Lear): due duchi, quello cattivo ha spodestato il buono, che si è rifugiato nella foresta di Arden con i figli e un manipolo di fedeli; due fratelli, il maggiore odia il minore perché ha tutte le qualità che a lui mancano e cerca di ucciderlo; quindi anche costui si rifugia nella foresta; dove infine si ritrovano tutti, comprese le due ragazze, Rosalinda e Celia, cugine, figlie rispettivamente del duca buono e di quello cattivo.
Ben presto però la pièce, abbandona i toni tragico-conflittuali e cede alla convenzionalità pastorale: sono convenzionali come devono essere gli incontri d’amore, meno convenzionali invece la magia della foresta e l’incanto della natura, il suo peso sul dominio degli uomini; incanto sempre ambiguo e sfuggente come sottolineano acutamente in contraltare i fowls rituali, Touchstone (in traduzione: Paragone) e il melanconico Jacques (forse portavoce dell’autore). Questa seconda parte, quella della foresta, con la sua atmosfera, gli equivoci, gli incontri e i canti è indubbiamente la più bella. E anche nel film è quella che più convince, con una fantastica chiusa in chiave di musical: una danza campestre postmatrimoniale che coinvolge tutti gli attori e che la musica felicissima di Patrick Doyle (qui anche in veste attoriale come Amiens) restituisce con grande efficacia.
L’epilogo, poi, di Rosalinda (Bryce Dallas Howard) ci riporta, giustamente (“tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori” afferma Jacques, nel celebre brano delle sette età dell’uomo) nella finzione scoperta, e cioè nel set della lavorazione, tra le roulotte degli attori e i macchinari scenici.
Insomma: se il pasticcio multietnico (i nobili fratelli sono neri) e postmodernista (quei soldati giapponesi ricordano Guerre stellari) rimane un garbuglio poco probabile, la voce di Shakespeare, la bravura degli interpreti (tra cui va ricordato Brian Blessed nel doppio ruolo dei duchi, David Oyelowo come Orlando e uno straordinario Kevin Kline nella figura-perno di Jacques) e l’abilità furba di Branagh salvano lo spettacolo. (piero gelli)

Scoop

Durante un esperimento di smaterializzazione condotto da un mago da strapazzo (Woody Allen), una giovane studentessa di giornalismo ospite di un’altolocata famiglia londinese (Scarlett Johansson) entra in comunicazione con un noto giornalista da poco defunto. Quest’ultimo le fornisce alcuni fondamentali indizi per realizzare un memorabile scoop e smascherare la doppia vita del figlio di un lord (Hugh Jackman): di giorno belloccio enfant prodige della politica, di notte assassino di prostitute. Le cose iniziano a complicarsi quando la ragazza si innamora, ricambiata, dell’oggetto della sua indagine e il mago, da lei spacciato per suo padre, inizia a frequentare l’alta società londinese inanellando gaffe a ripetizione.  Dopo il dramma (Match Point), la commedia: ma il cinema di Allen non cambia, nonostante le svolte fantastiche (c’é persino la Morte con tanto di falce e martello).

Amazing Grace

Dramma storico sincero e illuminante su William Wilberforce che, verso la fine del XVIII secolo, impiegò 20 faticosi anni nel tentativo di convincere i suoi colleghi membri del Parlamento a bandire la schiavitù nell’Impero Britannico. L’impressionante passerella di attori dà vigore a questo film di ottima fattura, ma che in qualche modo non raggiunge mai i picchi drammatici che dovrebbe, tenuto conto della natura appassionata del suo protagonista e della nobiltà della sua causa.

Angel

Agli inizi del ‘900, Angel Deverell, una giovane ragazza di buona famiglia, combatte la noia della sua esistenza coltivando l’hobby della scrittura. Quando finalmente un editore le pubblica un romanzo, Angel ha la possibilità di conoscere un nuovo mondo. La scrittrice fa conoscenza con Esmé, pittore bohemienne che finisce per sposarla. Tutto quanto sembra procedere per il meglio, fino a quando l’arrivo della guerra sconvolge la vita di Angel.
Da un romanzo di Elizabeth Taylor.