Naturich, la moglie indiana

La versione sonora della storia che DeMille aveva già portato sullo schermo nel 1914 e 1918 parte lentamente, ma acquista ritmo dopo che l’aristocratico inglese Baxter fugge in America e sposa l’indiana Velez. Sorprendentemente misurato e non sentimentale, con un finale commovente.

Dieci piccoli indiani

Un giallo di Agatha Christie, pieno di tensione e suspense. In dieci vengono invitati su un’isola deserta: verranno uccisi uno dopo l’altro. Grande sceneggiatura di Dudley Nichols, superbe trovate visive. Con tre remake.

Scandalo a Filadelfia

Una ricchissima e bisbetica ereditiera di Filadelfia si divide dal marito decidendo di sposare un giovanotto semplice e ingenuo. Ma il respinto non si rassegna e, con l’aiuto di un giornalista, prova a riconquistare il cuore dall’ex consorte. Una delle migliori commedie sofisticate mai prodotte a Hollywood, splendidamente recitata dai tre protagonisti e da uno stuolo di ottimi caratteristi. James Stewart, nei panni del reporter, vinse l’Oscar nel 1940 come miglior attore. Una statuetta andò anche allo sceneggiatore Donald Odgen Stewart che aveva adattato una commedia di Philip Barry.
(andrea tagliacozzo)

David Copperfield

Dopo la morte della madre, il piccolo David, costretto dall’odiato patrigno a lavorare in una fabbrica di vini, decide di fuggire raggiungendo a piedi, con un lungo ed estenuante viaggio, la casa di una stravagante zia. Poche le due ore di film per contenere tutti gli spunti e la ricchezza di particolari dello splendido romanzo di Charles Dickens. Una buona versione, ottimamente interpretata, anche se lontana dalle vette che toccherà David Lean nell’adattare altri due libri dello scrittore inglese:
Oliver Twist
e
Grandi speranze.
Il film ebbe due candidature agli Oscar 1935 (film e montaggio) senza vincere alcuna statuetta.
(andrea tagliacozzo)