The Fast and the Furious

Brian è un giovane agente di polizia con la passione dei motori, che s’infiltra nella banda di Dom Toretto nella speranza di trovare le prove necessarie per inchiodarlo alla responsabilità di una serie di rapine, di cui sono vittime i camion che trasportano elettrodomestici. Per entrare nelle grazie di Dom, Brian partecipa a una delle numerose corse illegali che Dom ei suoi organizzano lungo le strade di Los Angeles. Rob Cohen è un ottimo regista d’azione e da lui non ci saremmo mai aspettati quel thriller slavato che era
The Skulls – I teschi
. Ma evidentemente Cohen possiede un talento reale che gli permette di correre immediatamente ai ripari.
The Fast and the Furious
è un ottimo film di serie B (inteso in accezione strettamente cormaniana) tirato a lucido e sciccoso come un episodio di
Miami Vice
. Con un gusto perverso, inorganico diremmo se non si corresse il rischio di sovradeterminare la spietata efficacia del suo gesto cinematografico, Cohen filma le macchine con gusto cronenberghiano (come se fossero corpi ultraplaestrati) e i corpi come se fossero macchine tirate a lucido. Ultraveloce, il film ridicolizza
Fuori in 60 secondi
, esibisce una sensibilità digitale nella composizione dei dettagli di montaggio che concorrono a evocare lo spettro della velocità, ma non cede mai alla banalità clippistica da playstation. L’azione scorre fluida, in continuità, mentre i conflitti morali dei personaggi innervano la struttura drammatica delle immagini. Cohen dirige come un Walter Hill che ama Nicholas Ray; si lascia sedurre dalle superfici lucide e filma i suoi giovani attori con la devozione che in passato era esclusiva di gente come James Dean e Sal Mineo (concedendosi persino il lusso dell’autocitazione di
Dragon
).
The Fast and the Furious
s’innesta nella tradizione migliore del cinema americano: quella che continua a celebrare il mito della frontiera e della velocità (alla stregua di una pursuit of happiness tecnologica) come se si trattasse di un canto di gioventù mai interrotto. Dire che si tratta di roba tutta già vista, significa (più o meno) non capire un’acca di cinema.
(giona a. nazzaro)

007 – La morte può attendere

In una missione in Corea del Nord James Bond viene tradito e catturato. Appena liberato viene messo fuori dall’agenzia e gli viene revocata la licenza doppio zero. L’agente più famoso di sua maestà decide di farsi giustizia da solo. Scopre molto più di quello che pensava. Nel suo cammino incontra una donna bella e misteriosa e, come da copione, la seduce. O forse questa volta ne viene sedotto. Non molto altro sulla trama, anche perché diventerebbe inutile andare al cinema a vederlo. Ventesimo episodio della saga dell’agente segreto inglese nato dalla penna di Ian Fleming,
La morte può attendere
ci presenta un Bond con un po’ di smalto in meno, sopraffatto dagli effetti speciali e da donne troppo competitive. Passati i tempi del «seduci e scappa». Pochi dialoghi, poche battute alla Bond, qualche doppio senso, tanti gadget e infinite pubblicità occulte (neanche tanto) a oggetti destinati a diventare di moda: 3 modelli di auto diverse, dalla mitica Aston Martin, alla Jaguar, fino all’italiana Ferrari, bistrattata e fatta cadere da un aereo. Champagne francese, orologi, computer portatatili giapponesi, telefonini svedesi, rasoi olandesi. Tanti loghi ben in vista e ben poca struttura al film. Certo, bisogna andare al cinema e sapere che in fondo Bond è pur sempre Bond e guardare il film con molta indulgenza, magari con qualche rammarico del grande Connery degli anni Sessanta. Una regia stile videoclip, simile alle missioni impossibili di Tom Cruise. Due ore di esplosioni e accadimenti surreali, ma quando Brosnan appare nel suo impeccabile smoking per dire «Bond, James Bond…» un po’ di emozione c’è sempre, un po’ di affetto verso questo eroe ormai tanto familiare. Splendida Halle Berry che esce dall’acqua con un costumino alla Ursula Andress. Per il resto poca cosa, compreso il cameo di Madonna con il doppio senso più esplicito del film. E che Dio salvi la regina.
(andrea amato)