Vincitori e vinti

Ricostruzione del processo di Norimberga che nel 1948 vide imputati i criminali di guerra nazisti. Alla sbarra, davanti a tre americani guidati dal giudice Dan Haywood (Tracy), tre criminali nazisti e un quarto (lancaster) anti Hitler e contro il nazismo. L’impostazione quasi teatrale (il film si svolge quasi interamente in un’aula di tribunale con i testimoni che si avvicendano a raccontare le loro storie) non toglie forza narrativa alla pellicola, interpretata da un magnifico cast d’attori in cui spiccano Spencer Tracy nei panni del giudice Dan Haywood, Montgomery Clift, Marlene Dietrich, Judy Garland e Maximilian Schell, premiato con l’Oscar come migliore attore per la sua interpretazione dello scaltro avvocato della difesa. Ottima anche la sceneggiatura di ferro di Abby Mann, anche a lui vincitore di una statuetta.
(andrea tagliacozzo)

L’ultima carovana

Un bieco sceriffo si unisce assieme al suo prigioniero Todd a una carovana di pionieri. Il tutore dell’ordine, nonostante le proteste del capo dei pionieri, tortura sadicamente il povero Todd. Questi, però, si ribella e lo uccide. La carovana, attaccata dagli indiani, viene decimata. Sarà Todd a guidare i superstiti attraverso le insidie del deserto. Bel western antirazzista, leggermente inferiore ad altri film di Delmer Daves, ma di indubbio fascino spettacolare.
(andrea tagliacozzo)

Coma profondo

A Boston, una dottoressa di un noto ospedale rimane perplessa quando un’amica, ricoverata per un’operazione d’aborto nello stesso istituto, entra in coma e poi muore. Indagando per suo conto, la donna scopre che si erano già verificati numerosi casi analoghi e inspiegabili. Dal romanzo di Robin Cook (adattato per lo schermo dal regista e scrittore Michael Chrichton), un thriller avvincente e ben costruito.
(andrea tagliacozzo)

La tela del ragno

Il dottor Stewart Melver dirige una clinica per malati di mente. Quando sua moglie suggerisce di cambiare la tappezzeria della biblioteca, nell’istituto si scatena un’aspra polemica: l’amministratrice è fermamente contraria, mentre Meg, la direttrice, pensa di affidare il compito di disegnare la nuova carta da parati a uno dei ricoverati, Steven. Tra i film meno riusciti del grande Vincente Minnelli, anche se lo stile raffinato del regista e alcune sue felici intuizioni narrative riescono ad aggirare le trappole del soggetto (tratto da un romanzo di William Gibson).
(andrea tagliacozzo)

La preda umana

Una giornalista e uno scrittore, diretti con un aereo privato a Città del Messico, sono costretti a compiere un atterraggio di fortuna in mezzo alla giungla. I due vengono ospitati da tre loschi figuri che, in seguito, si rivelano essere ex criminali nazisti. Dal racconto di Richard Connell
The Most Dangerous Game
, un thriller ben realizzato, ma decisamente inferiore allo splendido
Pericolosa partita
, il film di Ernest B. Schoedsack e Irving Pichel tratto dallo stesso testo. Il racconto di Connell, portato sul grande schermo anche nel ’46 con il titolo
A Game of Death
, fornirà l’ispirazione anche a
Senza tregua
di John Woo.
(andrea tagliacozzo)

Giallo a Creta

A Creta, un adolescente inglese è sulle tracce di un ladro che, a Londra, gli ha sottratto una preziosa collana. Ad aiutare il ragazzo ci pensa una graziosa e vivace connazionale che si trova sull’isola greca per una vacanza. Classica commedia in stile Disney che riesce ad accontentare e divertire gli spettatori di tutte le generazioni. Buona l’interpretazione di Pola Negri che era assente dagli schermi dal 1943 (anno in cui aveva girato
Hi Diddle Diddle
di Andrew L. Stone).
(andrea tagliacozzo)

Hanky Panky – Fuga per due

Uno stravagante architetto newyorkese viene coinvolto nella caccia a un nastro contenente un importante segreto militare. La sorella di un pittore, misteriosamente assassinato, aiuta l’uomo a sfuggire agli agenti della sicurezza nazionale e ad alcuni malavitosi fortemente interessati alla preziosa registrazione. Poco originale nello spunto (preso in prestito da
Intrigo internazionale
), piuttosto fiacco nella realizzazione, un film che non ha quasi nulla di realmente divertente, nonostante l’impegno di Gene Wilder e di sua moglie Gilda Radner. Nel 1981, Sidney Poitier aveva diretto Wilder in coppia con Richard Pryor nel più riuscito
Nessuno ci può fermare
.
(andrea tagliacozzo)

Rollercoaster – Il grande brivido

In un Luna Park, un incidente sulle montagne russe provoca numerosi morti e feriti. Un criminale, autore del misfatto, minaccia di provocare altri disastri se non gli verrà consegnato un milione di dollari. Ma l’addetto alla sicurezza del parco divertimenti indaga per suo conto, deciso a smascherare il ricattatore. Spettacolare e ben realizzato, il film segue la scia dei film catastrofici tanto in voga negli anni Settanta.
(andrea tagliacozzo)

La via del West

Una carovana di pionieri, comandata dal tirannico senatore Tudlock e guidata dall’esperto Summers, parte dal Missouri per raggiungere l’Oregon. Ben presto la pedanteria del senatore comincia a esasperare alcuni dei componenti della comunità. Il film non è un granché: la sceneggiatura è bruttina, la regia a dir oco mediocre. L’unico a salvarsi è Kirk Douglas, sempre ottimo nelle parti del cattivo. La giovane Sally Field, futura vincitrice di due premi Oscar, era all’esordio.
(andrea tagliacozzo)

Ultima notte a Warlock

Gli abitanti di Warlock, per scongiurare le scorrerie di una banda di cowboy, ingaggiano il pistolero Clay Blaisdell e il suo amico Tom Morgan. I due riescono nel loro intento, ma danno il via a una spirale di violenza senza fine. Un piccolo classico del genere western, nobilitato dalla presenza di un trio di eccellenti protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

La battaglia di Alamo

La storia della grande battaglia di Alamo, raccontata attraverso i personaggi storici, i loro pensieri e le loro parole. Vale la visione anche solo per la scena finale (quella della battaglia, appunto), un vero spettacolo cinematografico d’altri tempi. Bella la colonna sonora di Dimitri Tiomkin, che comprende il popolare tema The Green Leaves of Summer. Girato nella zona di Brackettville, nel Texas. I 26 minuti tagliati dalla versione originale dopo una prima proiezione pubblica (dall’esito negativo) a Los Angeles sono stati ripristinati nella recente edizione homevideo. Sei nomination agli Oscar (tra cui Miglior Film Fotografia e Montaggio, ma una sola statuetta (Sonoro).

Due vite in gioco

Terry, un ex giocatore di football americano, viene spedito dal presunto amico Jake nell’America centrale con il compito di ritrovare la giovane Jessie, sua amante, fuggita dopo avergli sottratto cinquantamila dollari. L’uomo riesce a rintracciare la ragazza, ma fa anche il grosso sbaglio d’innamorarsene. Inutile remake de
Le catene della colpa
, splendido noir diretto nel 1947 da Jacques Tourner e interpretato da Robert Mitchum, Kirk Douglas e Jane Greer (che qui è invece la madre della protagonista). Il cast tecnico e artistico è di tutto rispetto, ma il confronto con l’originale è assolutamente improponibile. Celebre la canzone
Against
all Odds di Phil Collins che fa da leitmotiv al film.
(andrea tagliacozzo)