Il diavolo nello specchio

Versione cinematografica avvincente, anche se convenzionale, della commedia d’annata di Edward Wooll su un baronetto (che era stato prigioniero di guerra) chiamato in tribunale a dimostrare la sua identità, cosa che risulta alquanto difficile. Metroscope.

La locanda della settima felicità

Alla vigilia della seconda guerra mondiale, una missionaria va in Cina per aiutare un’anziana collega. Quando quest’ultima rimane uccisa in un incidente, la donna, ancora spaesata e inesperta, prende in mano le redini della missione. Troverà un alleato inaspettato in un vecchio mandarino. Nonostante la presenza di Ingrid Bergman e la diligente regia di Mark Robson, un melodramma decisamente poco riuscito. La colonna sonora è composta da Malcolm Arnold, che nel ’57 aveva vinto l’Oscar con
Il ponte sul fiume Kwai
.
La locanda dlla settima felicità
, con
Anastasia
e
Indiscreto
, segnarono il ritorno della Bergman a Hollywood e alla sua grandezza dopo il decennio di «esilio» causato dalla storia «scandalosa» con Roberto Rossellini. Il film su girato nel Galles, perché le autorità cinese vietarono alla produzione l’ingresso a Formosa.
(andrea tagliacozzo)

Il delitto della signora Allerson

La dottoressa Christine Allerson viene condannata per aver praticato l’eutanasia. Dopo aver scontato la pena, la donna riceve un aiuto dal proprio avvocato, del quale è innamorata, che le affida le cure di una malata di mente. Melodramma poco riuscito nonostante la consumata bravura dei protagonisti. Nel cast del film figura anche Diane Cilento, all’epoca sposata con Sean Connery. I due divorzieranno nel 1972.
(andrea tagliacozzo)

L’importanza di chiamarsi Ernesto

Dall’omonimo lavoro teatrale di Oscar Wilde, adattato con eleganza per il grande schermo da Anthony Asquith. Nell’Inghilterra vittoriana, Jack s’innamora di Gwendolen, cugina dell’amico Algernon, mentre quest’ultimo prende una cotta Cecily, la figlioccia di Jack. Ma i due amici, usando con le rispettive ragazze il nome «Ernesto», creano una innumerevole serie di equivoci. (andrea tagliacozzo)