Il grande Jake

Una banda di fuorilegge assalta la tenuta dei MacCandles e rapisce il piccolo Jacob. La nonna del bambino decide di ricorrere all’aiuto del marito Jake, dal quale si era separata quindici anni prima. Quinto ed ultimo film interpretato della coppia John Wayne-Maureen O’Hara (il primo, nel 1950, era stato
Rio Bravo
per la regia John Ford). Si tratta di una sorta di via di mezzo non troppo riuscita tra i classici interpretati dallo stesso Wayne diversi anni prima e il nuovo (all’epoca) western crepuscolare (stile
Butch Cassidy
).
(andrea tagliacozzo)

Il pistolero

Il pistolero
di Don Siegel è l’ultimo film interpretato dalla leggenda del western cinematografico per eccellenza, John Wayne. Non è soltanto un magnifico canto del cigno per il più grande eroe hollywoodiano, ma un’analisi struggente – eppure lucida e impietosa – del mito wayniano. Con tutte le sue contraddizioni, dall’idealismo incrollabile alla proverbiale misoginia.

Il passato del pistolero John Bernard Books coincide con quello cinematografico dell’attore: ritornano le immagini di alcuni capolavori come
Il fiume rosso, Un dollaro d’onore e Hondo
, e la sua parabola di uomo del West che regola i conti con tre nemici di vecchia data rimanda esplicitamente a
Ombre rosse
. Solo che stavolta la leggenda cede il passo alla realtà crepuscolare e all’opacità dell’era moderna: l’eroe immortale, come solo in rari casi è accaduto nella filmografia dell’attore, soccombe nel finale.

Involontariamente e drammaticamente autobiografico,
Il pistolero
mostra il protagonista afflitto da un cancro incurabile (il male che tre anni dopo stroncò la vita dell’attore) e raccoglie un cast di gloriose star avviate sul viale del tramonto, come James Stewart e Lauren Bacall. Dà inoltre spazio al giovanissimo Ron Howard, destinato a una futura carriera di regista (
Apollo 13, Il Grinch
).
(anton giulio mancino)

L’uomo senza paura

Due cowboys, gli amici Dempsey e Jeff, trovano lavoro nel ranch della ricca e bella Reed. Quando Dempsey si accorge che la donna conduce i suoi affari a scapito dei piccoli allevatori della zona, decide di schierarsi dalla loro parte. Splendida interpretazione di Kirk Douglas (che in una sequenza addirittura canta e suona il banjo) in un western atipico e decisamente sopra la media sceneggiato da Borden Chase. Un rifacimento del film intitolato Quando l’alba si tinge di rosso verrà realizzato nel ’68 da James Goldstone. (andrea tagliacozzo)

Il principe guerriero

Nel Medioevo, il guerriero Chrysagon arriva in un villaggio situato sulla costa della Normandia per prenderne possesso in nome del suo signore e padrone. Invaghitosi di una ragazza, l’uomo finisce per rimanere coinvolto nelle lotte tra i celti e i frigi. Film tutt’altro che riuscito, ma comunque interessante per l’attendibile ricostruzione delle atmosfere medievali. Il regista Schaffner tornerà a dirigere Heston nel ’68 nel fantascientifico
Il pianeta delle scimmie
.
(andrea tagliacozzo)

Marlowe indaga

Da Il grande sonno di Raymond Chandler, già portato sul grande schermo nel 1946 da Howard Hawks. A Londra, il detective Philip Marlowe riceve l’incarico dall’anziano generale Sternwood di scoprire lo sconosciuto che lo sta ricattando. A parte l’ambientazione (americana nella versione di Hawks, inglese in quest’altra di Winner), la netta differenza tra i due film balza subito agli occhi. A favore del primo, naturalmente. Mitchum aveva già interpretato il personaggio creato da Chandler in Marlowe, il poliziotto privato del 1975. (andrea tagliacozzo)

La battaglia di Alamo

La storia della grande battaglia di Alamo, raccontata attraverso i personaggi storici, i loro pensieri e le loro parole. Vale la visione anche solo per la scena finale (quella della battaglia, appunto), un vero spettacolo cinematografico d’altri tempi. Bella la colonna sonora di Dimitri Tiomkin, che comprende il popolare tema The Green Leaves of Summer. Girato nella zona di Brackettville, nel Texas. I 26 minuti tagliati dalla versione originale dopo una prima proiezione pubblica (dall’esito negativo) a Los Angeles sono stati ripristinati nella recente edizione homevideo. Sei nomination agli Oscar (tra cui Miglior Film Fotografia e Montaggio, ma una sola statuetta (Sonoro).