La conversa di Belfort

Il percorso parallelo verso la grazia di Anne-Marie e Thérèse: la prima è una ragazza che entra nella congregazione domenicana di Betania, l’altra cerca nel convento solo un nascondiglio perché ha ucciso l’uomo che l’ha tradita e le aveva fatto scontare un’ingiusta pena in carcere. Opera prima del regista, dove già sono presenti i temi della lotta tra Bene e Male che affronterà in tutte le sue pellicole future, s’impose immediatamente per la rigorosa descrizione di un universo chiuso, sostenuta da una straordinaria fotografia e da un dialogo asciutto e penetrante.

Mio figlio

Il vecchio Henri, dopo essere mancato per lungo tempo da casa per via della guerra, torna a Parigi dove ritrova i suoi due figli e un terzo ragazzo che la moglie, ormai morta, ha avuto da un altro uomo. Passano gli anni e il terzo giovane, che ha un carattere ribelle, finisce per mettersi nei guai. Poco riuscita riduzione cinematografica di un romanzo di René Lefèvre. Carismatica, comunque, la presenza di Jean Gabin.
(andrea tagliacozzo)