Scandali al mare

Intorno alla figura del portiere di un grande albergo, sullo sfondo di una ridente località balneare, si snodano le storie di un playboy, di un contabile disonesto, di una nobildonna, di un ricco salumaio, di una coppia di americani e di una cameriera. Marino Girolami riprende gli stessi temi del suo
Ferragosto in bikini
, girato l’anno precedente, con gli stessi risultati: mediocre ma passabilmente divertente per merito degli interpreti.
(andrea tagliacozzo)

Caccia al marito

Decise a trovare marito, quattro commesse dei Grandi Magazzini usano i loro risparmi e si concedono una vacanza in una rinomata località balneare. Appena arrivate, le ragazze si danno subito da fare per attirare le attenzioni di qualche buon partito. Una delle numerose commedie balneari realizzate negli anni Sessanta dal regista Marino Girolami. Un film senza troppe pretese che all’epoca incassò la considerevole cifra di 230 milioni.
(andrea tagliacozzo)

Sua eccellenza si fermò a mangiare

Ai tempi del fascismo, un ladruncolo (Totò), che si spaccia per il medico del duce, aiuta un giovanotto (Ugo Tognazzi) a togliersi d’impaccio con la moglie (Virnisi Lisi). Poi decide di sfruttare la situazione e si fa invitare a un banchetto organizzato in onore di un ministro (Raimondo Vianello), con l’intenzione di appropriarsi di un prezioso servizio di posate. Una pochade poco originale ma movimentata. Cast di tutto rispetto, anche se ad imporsi una spanna sopra agli altri è il solito Totò.
(andrea tagliacozzo)

I tromboni di Fra’ Diavolo

Nel Regno di Napoli, un reparto di volontari della Repubblica Cisalpina riceve l’ordine dai francesi, occupati a dare la caccia al temibile Frà Diavolo, di presidiare il castello di Amerigo Forzani. Ma i militari ignorano che la figlia del Forzani è la fidanzata segreta del brigante. Commedia senza pretese che vive sull’estro dei due protagonisti. Formatasi nel 1951, la coppia Tognazzi-Vianello diventò popolarissima nel 1954 con il programma televisivo
Un, due, tre!
(andrea tagliacozzo)

Fifa e arena

A causa di una sostituzione di fotografie, un commesso viene scambiato per un pericoloso criminale. Il pover’uomo è costretto a fuggire, esibendosi in una serie interminabile di travestimenti. Si ritroverà in Spagna, a toreare pavidamente nell’arena. Seconda (dopo
I due orfanelli
) di ben sedici pellicole che Mario Mattoli ha realizzato con il grande Totò. Il modello da parodiare, ovviamente, è
Sangue e arena
. Il comico napoletano è in grande forma, ben spalleggiato da Isa Barzizza e il fedele Mario Castellani. Celebri le scene in cui Totò affamato si prepara un panino con crema da barba e borotalco e quando cerca di sbirciare la Barzizza nuda al di là di un acquario. Il film ebbe un tale successo che in alcune sale dovette intervenire la polizia per mettere ordine nelle code.
(andrea tagliacozzo)

Totò Diabolicus

Il più astuto e malvagio di quattro fratelli, incredibilmente somiglianti l’uno all’altro, decide di eliminare gli altri tre per entrare in possesso di una grossa eredità. Escogita un piano diabolico e prende l’identità di uno di loro, un religioso. Totò puro, nel suo periodo migliore (anche se quasi cieco da ormai cinque anni), che ha sei ruoli diversi. Versione comica di
Sangue blu
(1949) di Robert Hamer con uno straordinario Totò (al posto di Alec Guinness che interpretava otto personaggi) che si fa in quattro nella caratterizzazione dei diversi fratelli.
(andrea tagliacozzo)