Superfantozzi

Quinta puntata della serie, che vede l’ormai universale e inossidabile maschera di Fantozzi andare su e giù per i secoli, dal paradiso Terrestre al più lontano e fantascientifico futuro, in diciotto episodi. Ricco di gag, ma solo poche sono realmente divertenti. Tra gli sceneggiatori, oltre ai «veterani» Villaggio, Benvenuti e De Bernardi, si sono aggiunti Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni.
(andrea tagliacozzo)

Fantozzi alla riscossa

Ottavo film della serie (il quinto diretto da Neri Parenti). Fantozzi, da tempo in pensione, vuole dimostrare ai suoi ex datori di lavoro, che non lo hanno mai stimato, il proprio valore. Ma, per una ragione o per l’altra, ogni iniziativa intrapresa dal povero ragioniere finisce per risolversi in un inevitabile fallimento. Dopo la prova dignitosa di
Fantozzi va in pensione
, Villaggio e Parenti tornano alla solita routine. Le trovate comiche, sempre più ripetitive di pellicola in pellicola, raramente colgono il segno.
(andrea tagliacozzo)

Fantozzi contro tutti

Terza puntata della serie, diretta da Paolo Villaggio in collaborazione con Neri Parenti (che sarà il regista dei successivi quattro episodi). Nella società dove da anni lavora senza sosta il ragionier Ugo Fantozzi, viene nominato Direttore Totale un maniaco dello sport. Questi obbliga tutti i dipendenti, nessuno escluso, a partecipare a una massacrante corsa ciclistica. Diretto alla meno peggio e slegato nella narrazione, ma ricco di gag divertenti. (andrea tagliacozzo)

Fantozzi

Primo episodio della serie
Fantozzi
, tratto da un libro scritto dallo stesso Paolo Villaggio. Il ragionier Fantozzi, dileggiato e vessato dai superiori e dai colleghi d’ufficio, è marito di una donna sfiorita e bruttina e padre di una figlia orripilante che, lui stesso, esita a definire «bambina». La comicità surreale del film era, almeno per l’Italia, un’assoluta novità. Peccato che nei film successivi lo smalto degli autori sia andato progressivamente scemando e l’umorismo abbia finito per assumere connotazioni grottesche. L’impressionante numero di gag (alcune delle quali quasi geniali, sciorinate a raffica) e un Villaggio mai così in forma ne fanno un classico del cinema comico italiano.
(andrea tagliacozzo)

Fantozzi va in pensione

Settima puntata delle avventure del ragioniere più famoso d’Italia, ma con una punta di malinconia in più rispetto alle precedenti. Per Fantozzi, dopo anni di umiliazioni e duro lavoro, arriva l’ora di andare in pensione. L’evento si rivela fatalmente tragico: la noia prende presto il sopravvento. La regia, al solito, è piuttosto sciatta. Anche le trovate comiche si fanno ripetitive e spesso mancano il bersaglio. Ma per chi sa accontentarsi e per gli irriducibili fan dell’indomito ragionier Ugo il divertimento non manca.
(andrea tagliacozzo)

Il secondo tragico Fantozzi

Secondo film della serie
Fantozzi.
Allo sfigatissimo ragionier Ugo Fantozzi continuano a capitarne di tutti i colori. Il poverino è perfino costretto a rifare la scena più famosa de
La corazzata Potjomkin
precipitando, travestito da infante, lungo una scalinata ripidissima. La regia di Luciano Salce come al solito non brilla per raffinatezza, ma il film è pieno zeppo di gag, alcune delle quali decisamente esilaranti.
(andrea tagliacozzo)