Il marmittone

L’imbranatissimo e complessato soldato Bisby viene trasferito in un campo di addestramento dove una psicanalista dell’esercito riceve l’incarico di farne un buon militare. Ma Bisby è un caso quasi disperato e, combinando sempre nuovi guai, finisce per diventare il terrore del campo. Una commedia fiacca e poco divertente, nonostante la solita prorompente vis comica di Jerry Lewis. Il film è ispirato a una serie di fumetti sull’esercito create dal disegnatore americano George Baker.
(andrea tagliacozzo)

L’idolo cinese

In seguito a una predizione, una donna, sperando di ottenere la ricchezza, compra un biglietto della lotteria e si associa con un giovanotto e un maturo avvocato. Il giovane viene ingiustamente accusato di un omicidio, mentre l’altro, che avendo urgenza di denaro vorrebbe vendere il biglietto, finisce per uccidere la donna. La suggestiva (e bizzarra) idea del film è ben sfruttata dall’ottima sceneggiatura di Howard Koch e John Huston. Quest’ultimo aveva esordito alla regia nel ’41 con il leggendario
Il mistero del falco
.
(andrea tagliacozzo)

Viaggio in fondo al mare

Film leggero, divertente e colorato sui conflitti che hanno luogo a bordo di un sottomarino, con Pidgeon nei panni di un ammiraglio prepotente che cerca di salvare la Terra dall’imminente “frittura” distruggendo una fascia radioattiva. Nessun pensiero profondo, solo intrattenimento. Più tardi ne fu tratto uno sceneggiato tv inedito in Italia. CinemaScope.

Arsenico e vecchi merletti

Un giovane, prossimo alle nozze, scopre che due anziane zie, che credeva le persone più care di questo mondo, sono in realtà due pazze assassine. Avendo altri precedenti in famiglia, l’uomo teme di avere ereditato il terribile tarlo della pazzia e vorrebbe rinunciare al matrimonio. Un capolavoro dell’humour nero, tratto da una commedia teatrale di Joseph Kesselring. Tra gli ingredienti, un ritmo incessante e un cast semplicemente perfetto: spumeggiante Cary Grant, spassoso Raymond Massey che fa il verso a Boris Karloff. (andrea tagliacozzo)

I racconti del terrore

Quattro racconti di Edgar Allan Poe condensati in tre distinti episodi. Il migliore è il secondo, interpretato da un ironico Peter Lorre: un uomo, tradito dalla moglie, decide di vendicarsi murando vivi in cantina la consorte e il suo amante; assieme ai due rimane imprigionato anche un gatto nero che perseguita l’omicida con il suo insistente miagolio. Classica produzione di Roger Corman, elegante e visualmente sfarzosa nonostante i limiti di budget. Il regista, al suo quarto capitolo della serie di film dedicata a Poe, riesce a far coesistere umorismo e terrore con notevoli risultati. Sceneggiatura di Richard Matheson.
(andrea tagliacozzo)

Il mistero del falco

A San Francisco, l’investigatore privato Sam Spade, assoldato da una giovane donna, si mette sulle tracce di una preziosa statuetta. Ma non è il solo: anche altri loschi individui ne vorrebbero entrare in possesso. Dal romanzo di Dashiell Hammett, lo straordinario esordio registico di John Huston (autore anche della sceneggiatura) con un noir teso e suggestivo destinato a restare nella Storia del Cinema. Humphrey Bogart, in piena ascesa a Hollywood, è un Sam Spade indimenticabile. Il libro di Hammett era già stato adatto per il grande schermo nel ’31 da Roy Del Ruth e nel ’36 da William Dieterle (con il titolo
Satan Met a Lady
).
(andrea tagliacozzo)

Amore folle

Un famoso chirurgo opera un pianista, che ha perso le mani in un incidente, donandogli gli arti di un assassino giustiziato. Il succedersi improvviso di alcuni omicidi convince il musicista di essere un ignaro e involontario assassino. Classico dell’orrore, elegante versione hollywoodiana dell’espressionismo tedesco (Karl Freund fu direttore della fotografia per Fritz Lang e Murnau), tratto dal romanzo «Le mani d’Orlac» di Maurice Renard, a cui anche Edmond Greville si ispirò nel 1960 per girare
Le mani dell’altro.
(andrea tagliacozzo)

M – Il mostro di Düsseldorf

A Düsseldorf, la polizia ricerca un assassino che ha già ucciso diverse bambine. La stretta sorveglianza instaurata dalle forze dell’ordine danneggia la piccola malavita locale che decide perciò di mettersi sulle tracce del mostro. Il film, uno dei migliori di Fritz Lang (il suo primo tentativo nel cinema sonoro), si può quasi ritenere il manifesto e, probabilmente, la punta più alta dell’espressionismo tedesco. Straordinario Peter Lorre, al suo esordio sul grande schermo. Nel 1951, Joseph Losey ne realizzò un remake.
(andrea tagliacozzo)

Casbah

Il celebre bandito della Casbah algerina Pepè le Mokò s’innamora di una bella turista, che ricambia il suo amore. Quando la donna deve ripartire, Pepè decide di seguirla. Scialbo rifacimento di
Un’americana nella Casbah,
diretto nel 1938 da John Cromwell con Charles Boyer e Hedy Lamarr, a sua volta remake del francese
Il bandito della Casbah
(1937) di Julien Duvivier.
(andrea tagliacozzo)