Il mistero della signora Gabler

Adattamento cinematografico di uno dei drammi più famosi di Henrik Hibsen, «Hedda Gabler». Glenda Jackson veste i panni di Hedda, una donna che, pur amando Eylert, uno scrittore, sposa un uomo mediocre, Giorgio, del quale però si stanca quasi subito. Regia corretta ma un po’ piatta. Splendida, invece, la prova della Jackson che venne candidata all’Oscar.
(andrea tagliacozzo)

La principessa degli intrighi

Piacevole racconto fiabesco su una giovane “donna del mistero” (Cates) che si crede sia una principessa di una terra lontana, e viene accolta da una benintenzionata signora inglese (Hughes) nel primo Ottocento. Basato su una storia vera, che ci crediate o meno; bello da vedere, recitato con entusiasmo da un cast di prim’ordine. Intrattenimento ideale per famiglie. Fotografia del grande Freddie Francis.

Surviving Picasso

Pablo Picasso usa le donne e poi le getta via, ma una giovane artista azzarda lo stesso una relazione con lui, sicura che questa volta sarà diverso. La McElhone al suo esordio è molto brava nella parte della “vittima” compiacente, ma è la prova carismatica di Hopkins nel ruolo dell’egocentrico artista che ne fa un film da vedere. Bisogna però essere disposti ad accettare la mancanza di accenti europei, nonché l’assenza di vere opere di Picasso.

The Golden Bowl

Ivory, Ivory, Ivory… repetita iuvant? Non sempre. O almeno non per l’ultima fatica del regista americano naturalizzato inglese, che subito dopo La figlia di un soldato non piange mai – e per l’ennesima volta – porta sullo schermo l’ossessione delle sue origini: il rapporto tra raffinatezza europea e pragmatismo americano, tra scaltrezza dei primi e innocenza dei secondi. Il film racconta l’intricata storia di due matrimoni intrecciati tra loro in maniera complessa e quasi incestuosa, il primo dei quali «animato» dalla figura enigmatica di Adam Verve, miliardario americano, raffinato mecenate che cerca di costruire un museo in una qualunque American City. Film di maniera, stilisticamente perfetto, formalmente ineccepibile, interpretato divinamente: ma senza vita, morto (appunto) come un pezzo da museo. E tutto il meglio viene dal romanzo dell’intramontabile Henry James da cui è tratto. (dario zonta)