Le catene della colpa

Uno dei grandi classici del noir. In apparenza, non manca nessuno stereotipo: il detective disilluso e in fondo tenero (Mitchum), un antagonista che sembra cattivo ma forse non lo è (Kirk Douglas), la dark lady irresistibile (Jane Greer)… In realtà, è un vero capolavoro del genere. Perché un conto è dire «destino ineluttabile», «cinico e romantico», «la donna fatale», ma provate a guardare queste facce attraverso la fotografia di Nicholas Musuraca, con le vicende che si avvitano sempre di più e la tensione che diviene insostenibile.
Le catene della colpa
è uno di quei film irraccontabili in cui l’atmosfera è tutto, quei film che definiscono un genere e lo proiettano già oltre se stesso (al di là c’è solo la serie B astratta di
Detour
o la follia geometrica di
Rapina a mano armata
di Kubrick). La versione tv, tra l’altro, dovrebbe contenere alcune sequenze reintegrate rispetto alla copia uscita all’epoca nelle sale.
(emiliano morreale)