Il ciarlatano

Uno dei vertici della corrosiva comicità di Jerry Lewis «filmmaker totale». Ne
Il ciarlatano
, Lewis recupera il tema classico del doppio per richiamare su di sé le nevrosi e i fantasmi dell’alienazione contemporanea. Il protagonista è un piccolo borghese, schiacciato dalla routine professionale e impossibilitato a godersi le sospirate due settimane di vacanza senza cacciarsi nei guai e trasformarsi in un perfetto, vincente imbranato. Il povero Gerald, bancario infaticabile con l’unico sogno di andare a pescare durante le ferie, si trova suo malgrado al centro di un intrigo criminale: è il perfetto sosia di un pericoloso e indistruttibile delinquente, a sua volta e per caso preso all’amo come un pesce. La satira di una società caotica, frustrata e inibita sul piano della comunicazione diretta (agenti di polizia che non si accordano sui numeri di codice delle infrazioni, centralini telefonici che rimandano l’uno all’altro senza raccogliere la chiamata…) non è mai stata così implacabile. Grande esempio di umorismo ebraico autoconsapevole e straniante – con tanto di narratore interno alla narrazione – e di riflessione sul significato del travestimento, della goffaggine e della maschera. Si ride in continuazione.
(anton giulio mancino)

Quattro tocchi di campana

In un villaggio del Nuovo Messico, un vecchio pistolero, ormai a riposo, ha trovato dimora assieme alla propria famiglia. L’arrivo in città di un pistolero più giovane suscita la curiosità della gente, quasi desiderosa di assistere a un mortale duello fra i due. Western originale e atipico, non memorabile, ma particolarmente attento alle psicologie dei due protagonisti.
(andrea tagliacozzo)