Il posto delle fragole

Uno degli indiscussi capolavori di Ingmar Bergman, all’epoca trentasettenne. In procinto di ricevere l’ennesima onorificenza, un prestigioso e anziano medico fa un bilancio della propria vita e si rende conto che il suo ostinato egoismo l’ha ormai reso drammaticamente solo. Il film, affascinante sia nella tematica che nella resa visiva delle angosce del protagonista, è interpretato da uno dei più grandi registi svedesi, Victor Sjostrom, scomparso nel 1960 all’età di ottant’anni. Nel 1958 la pellicola si aggiudicò l’Orso d’oro al Festival di Berlino. (andrea tagliacozzo)

Gran bollito

Lea, una napoletana trapiantata da molti anni in una città del Nord, è morbosamente attaccata al figlio Michele. Quando questi si fidanza, la donna, per il timore di vederlo andar via, fa un patto con la Morte, sacrificandole tre amiche zitelle, dai corpi delle quali ricava sapone e biscotti. Il tono grottesco del film poco si addice a un regista come Mario Bolognini, che comunque fa un buon uso del cast messogli a disposizione (curioso, infatti, l’impiego di tre interpreti maschili nei panni del trio di zitelle). Il soggetto è ispirato alla vicenda della «saponatrice di Correggio», Leonarda Cianciulli, che con le sue gesta inorridì l’Italia intera.
(andrea tagliacozzo)