Marnie

Marnie è una cleptomane, segnata da un trauma infantile che la riduce a creatura algida, terrorizzata dal colore rosso e dai temporali, ma con una passione per i cavalli. Il ricco uomo d’affari Mark, uno dei datori di lavoro truffati dalla donna, la ricatta e ottiene il matrimonio. Mark aiuterà Marnie a scoprire le ragioni delle proprie fobie, sepolte nel suo passato di bambina e in quello di sua madre.
Gli ultimi film della carriera di Hitchcock sono caratterizzati dalla perversione dei rapporti coniugali: necrofilia in
Vertigo
, schizofrenia in
Il ladro
, complesso di Edipo in
Intrigo internazionale
,
Psycho
e
Gli uccelli
… Ma poche pellicole sono risultate così appesantite dal gravame dei rapporti sul set e dalla smania libidinosa del grande regista quanto
Marnie
.
Hitchcock, vistosamente attratto da Tippi Hedren, si era creato un alter ego virile e violento come Sean Connery. Lei però, a due terzi delle riprese e dopo essere stata simbolicamente perseguitata dagli uccelli nell’opera precedente, decise di mandare il «Ciccione» a quel paese. Ne uscì un film malato e perturbante: la Hedren non fece più nulla di significativo, e forse neppure Hitchcock. Diversamente andò al protagonista maschile: ma, appunto, d’altro si tratta.
(francesco pitassio)

Divorzio all’americana

Commedia molto divertente: Van Dyke e la Reynolds incontrano più problemi di quanto immaginassero mentre cercano di divorziare. I protagonisti sono bravi come raramente accade per ruoli così originali. Scritto da Norman Lear, nominato all’Oscar per la sceneggiatura.