Ritratto di signora

Una bella e ricca americana sposa un avventuriero che la ridurrà in uno stato di sudditanza psicologica. Sembrerebbe un adattamento letterario come tanti altri: i costumi e le scenografie sono quelli, la musica è addirittura Schubert e il cast è perfetto (Malkovich sembra un aggiornamento del Valmont delle Relazioni pericolose, la Kidman si conferma una delle migliori attrici della sua generazione). Il canovaccio jamesiano, coi suoi molteplici fattori di repressione, costringe invece la regista a far esplodere la violenza dei rapporti in frammenti minimi di racconto, a squarciare la vicenda con lampi sempre trattenuti, in costante conflitto con l’epoca, i personaggi, le loro psicologie. Questa tensione diventa l’anima stessa del film. La notte, i sogni, i ralenti, i primissimi piani fanno di questo film un piccolo gioiello di ambiguità, lontano da ogni manicheismo e psicologismo. Due nomination agli Oscar. (emiliano morreale)

The quiet – Segreti svelati

Storia scialba, strana e priva di scopo su una ragazza sorda, rimasta orfana dopo la morte del padre, che va a vivere con i suoi padrini e la loro intrigante figlia. La giovane presto scopre che l’intera famiglia nasconde dei segreti e si comporta in modo più strano della Famiglia Addams. Non si capisce se il film voglia essere un thriller psicologico, un dramma lesbo, la storia di una famiglia problematica o un film per teenager.

Julia ha due amanti

Giulia scrive libri per bambini. Convive con il suo editore, Jack, che però sembra tutt’altro che intenzionato a sposarla. Un numero di telefono sbagliato mette la ragazza casualmente in contatto con Daniel. Tra i due inizia una relazione telefonica che, con il passare dei giorni, si fa sempre più intima e sincera. Film a bassissimo costo. Nonostante gli evidenti limiti tecnici, si lascia comunque guardare con interesse.
(andrea tagliacozzo)