Gervaise

Una straordinaria Maria Schell (vincitrice delle Coppa Volpi al Festival di Venezia) veste i panni di Gervaise in questa elegante trasposizione cinematografica de «L’assommoir» di Emile Zola. Nella seconda metà dell’Ottocento, una ragazza di campagna, minata nel fisico ma non nella voglia di vivere, si trasferisce a Parigi con l’intenzione d’aprire una lavanderia. Si sposa con un onesto falegname, ma questi, in seguito a un incidente sul lavoro, diventa alcolizzato. (andrea tagliacozzo)

Le notti bianche

Il film, tratto dall’omonimo racconto di Fedor Dostoevskij, vinse il Leone d’Oro al Festival di Venezia 1957. Un impiegato, Mario, conosce casualmente una ragazza, Natalia, afflitta da una cocente delusione d’amore. Diventati amici, i due continuano ad incontrarsi anche nelle sere successive, durante le quali l’uomo coltiva la speranza di conquistare il cuore della giovane. Tra le regie più interessanti di Visconti, che volle girare il film tutto in interni. Straordinario Marcello Mastroianni, in uno dei suoi primi ruoli veramente drammatici. (andrea tagliacozzo)

Karamazov

Ambientato nella Russia del XIX secolo, è la versione cinematografica della tragedia di Dostoevskij, che vede la morte di un padre opprimente (Cobb) e il suo effetto sui suoi figli: lo scapestrato Brynner, lo studioso Basehart, il pio Shatner e l’epilettico Salmi. Straordinaria la sceneggiatura dello stesso Brooks. Primo film per Shatner. Una nomination agli Oscar.

Cimarron

L’epopea di una famiglia di coloni americani nel West di fine Ottocento, tratta dal romanzo di Edna Ferber, già portato sullo schermo nel 1931 dal regista Wesley Ruggles. Yancey Cravat e sua moglie Sabra partono per le terre dell’Oklahoma aperte ai pionieri e fanno fortuna con il petrolio. Ma Yancey, di natura avventurosa, non riesce a star fermo: dapprima fonda un giornale, poi parte per l’Europa. Film decisamente minore per un maestro del western come Anthony Mann.
(andrea tagliacozzo)