Notturno Bus

Leila e Franz sono due trentenni che non hanno ancora trovato la propria strada: lui è un perdigiorno con il vizio del gioco, lei vive di espedienti truffando i creduloni. Un giorno però, Leila truffa un uomo importante impossessandosi di un prezioso microchip.

Il fantasma di Corleone

Scritto dal regista Marco Amenta con il giornalista Andrea Purgatori, questo documentario-thriller racconta la vicenda di un giovane reporter siciliano che si reca a Palermo con l’intento di scoprire il covo segreto di Bernardo Provenzano. Viene così ricostruita l’incredibile storia del capo dei capi di Cosa Nostra, latitante da oltre 40 anni. Avvolto nel mistero, l’inafferrabile capo della mafia siciliana pare viva da sempre in Sicilia, protetto da una rete di complicità e collusioni. Su di lui, da decenni in cima alla lista dei superlatitanti, gravano accuse pesantissime, dagli omicidi alle stragi più rilevanti commesse dalla criminalità organizzata siciliana negli ultimi v

Placido Rizzotto

Placido Rizzotto, figlio di un contadino siciliano arrestato dal prefetto Mori, conosce l’orrore durante l’occupazione tedesca e, tornato alla vita civile, diventa un attivista sindacale. Inevitabile il conflitto con i mafiosi di Corleone, che lo eliminano non appena l’occupazione dei fondi da parte dei braccianti, da lui promossa, comincia a prendere una dimensione rilevante. Lontano da ogni prospettiva edificante (è una storia di morti, testimoniata da morti), preciso nel dettaglio antropologico e rispettoso delle fonti (i verbali degli interrogatori di Dalla Chiesa vengono utilizzati per mettere in scena una serie di testimonianze reticenti, false e complementari), con la capacità di usare espressivamente il paesaggio e di scegliere le facce giuste, il film vince la sfida di realizzare un’epica popolare nella quale il senso del tragico si sposa con i modi espressivi della tradizione orale. La storia di Rizzotto – ci mostra Scimeca – è una storia qualunque di uno dei tanti morti ammazzati dalla mafia dal 1945 a oggi. Non è il primo e non sarà l’ultimo: ed è anche qui che risiede il valore civile e politico del film.
(luca mosso)

Il pugile e la ballerina

Enzo e Fabio vivono insieme a Roma e sono una strana coppia di amici. Enzo è un grande esperto e mercante d’arte del Novecento. Fabio è un pugile la cui carriera sportiva tende al fallimento. Enzo è omosessuale. Fabio non lo è per niente. Si rispettano a vicenda ma la tensione non manca. E’ la storia di tre anni di amore unilaterale, senza speranza. Nel racconto il prima e il dopo si confondono e si sovrappongono come se la storia cercasse strade capaci di districare le ragioni di questo amore impossibile. Anche Osho e Carletto sono una strana coppia: passano le giornate facendo piccole truffe, fingendosi poliziotti. Ma Osho prevale su Carletto e il loro è un rapporto di irrisolta sopraffazione. Le due coppie vivono una vita parallela fatta di incomprensione e violenza. Sono infelici, vittime della loro solitudine maschile.