Buonanotte… avvocato

Alberto, un giovane avvocato, approfitta dell’assenza della moglie per darsi alla bella vita. Mentre sta per andare a un appuntamento galante, una giovane ed elegante signora, inseguita dal marito geloso, s’introduce nel suo appartamento. Un film mediocre ampiamente salvato dall’esilarante interpretazione di Sordi, all’epoca al massimo della forma. Nel ’55, l’Albertone nazionale si sottopose a un vero e proprio tour de force girando sei film uno dietro all’altro (proprio come aveva fatto Totò l’anno precedente). Remake de
L’avventuriera del piano di sopra
, di Raffaello Matarazzo.
(andrea tagliacozzo)

Totò, Peppino e… la dolce vita

Un Totò della piena maturità, del periodo in cui – pur semicieco – distillò alcune delle sue perle. Anche se la parodia della
Dolce vita
è abbastanza azzeccata, la trama non c’è e il film vale per le improvvisazioni sue e del divino Peppino. Come al solito due-tre sketch memorabili, fra cui quello irresistibile che vede la coppia alle prese col night di lusso. Nella ideale trilogia «tra città e campagna» (
Totò, Peppino e la… malafemmina; Totò, Peppino e le fanatiche; Totò, Peppino e… la dolce vita
), quest’ultimo è forse l’episodio più debole, privo dei proverbiali picchi del primo e del ritmo scatenato da farsa regionale del secondo (con una meravigliosa Titina De Filippo). Ma siamo sempre a metà strada tra il versante demenziale delle parodie dei generi e quello neorealista dei film di Monicelli. Il livello tecnico è ancora piuttosto alto, prima del crollo che si registrerà con l’arrivo degli spaghetti-western: insomma si ride ancora, e tanto.
(emiliano morreale)